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PREVENZIONE
L’allontanamento
dalla causa della propria allergia è il primo provvedimento necessario
per ridurre lo stimolo infiammatorio; con questo voglio dire che se un
paziente è allergico per esempio alle margherite, mai penserà di
dormire appoggiando la testa su un cuscino di margherite, e ciò penso
che risulti piuttosto ovvio. Non si sa però perchè un paziente
allergico agli acari non pensi di sostituire il proprio cuscino di lana,
realizzando di fatto il paradosso precedente. Non bisogna quindi
sottovalutare la propria malattia, ma bisogna prevenirla e quando
purtroppo non si è più in tempo bisogna fare ricorso ad uno
specialista che provvederà nel migliore dei modi.
Un
problema in continua crescita nei paesi occidentali è il notevole
incremento delle malattie allergiche in particolare nei bambini. Circa
il 10-30 % della popolazione presenta sintomi di una o più
malattie di origine allergica: asma, rinite, congiuntivite, eczema.
L’aumento delle malattie allergiche riguarda soprattutto quelle
provocate dagli allergeni (acaro, cane, gatto, muffa, scarafaggio)
presenti all’interno delle abitazioni (case, scuole, uffici, alberghi,
etc.)
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L’acaro
è un microscopico animaletto non visibile ad occhio nudo che si
trova prevalentemente nei materassi (qualunque materasso nuovo
viene completamente colonizzato dagli acari in quattro mesi),
nei cuscini, nei tappeti, nei divani, nelle poltrone, etc..
Infatti è in queste sedi che l’acaro trova le condizioni
ideali di sviluppo, cioè temperatura attorno ai 20°C e umidità
relativa compresa tra il 60-80%.
A
livello mondiale l’acaro è il singolo fattore più importante
nello sviluppo dell’asma.
Il
rischio maggiore è per neonati
e bambini, nei quali l’allergia all’acaro costituisce oltre
il 50 % del totale delle manifestazioni allergiche, con
un’incidenza del 10-15% nella dermatite atopica.
Gli
allergeni del cane e del gatto, in particolare, si disperdono
molto facilmente nell’ambiente e tendono a loro volta ad
accumularsi nei tappeti, divani, materassi, vestiti. Ed è
proprio depositandosi sugli indumenti che questi allergeni
vengono trasportati ovunque. Questo fa sì che anche nelle
abitazioni dove non sono mai stati presenti animali si trovano
concentrazioni elevate di allergeni.
E’
stato dimostrato che riducendo il contatto con l’allergene si
ottiene:
1.
un netto miglioramento della malattia allergica,
2.
la diminuzione del rischio di sviluppare allergie a più
sostanze,
3.
la prevenzione della
comparsa di forme allergiche.
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| Diventa
pertanto di fondamentale importanza una corretta profilassi
ambientale.
Di
seguito vengono forniti alcuni consigli di tipo pratico sulle
misure da adottare per ridurre le concentrazioni di allergeni
presenti all’interno delle abitazioni.
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- materassi
e cuscini devono essere avvolti ermeticamente con opportuni
tessuti che impediscano il passaggio dell’allergene ma che
consentano contemporaneamente una buona traspirazione,
evitando l'uso di quelli con l’interno plastificato, che
non lasciano assolutamente traspirare,
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- lavare
copricuscini e coprimaterassi ogni due/tre mesi ad una
temperatura di 60°C (a temperature più basse gli acari non
muoiono),
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lavare
settimanalmente lenzuola e federe a temperature superiori a
60°C
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- evitare
l’uso di tappeti o moquettes; se proprio non se ne può
fare a meno, preferire quelli a pelo raso
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- evitare
tappezzerie e tendaggi pesanti
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- poltrone
e divani devono essere rivestiti con tessuto impermeabile
agli allergeni
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- utilizzare
aspirapolveri dotati di adeguati filtri che impediscono la
diffusione nell’aria degli allergeni.
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cercare di
mantenere un basso tasso di umidità ambientale ed una
temperatura non superiore ai 18°C
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- ventilare
con frequenza i locali
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- per
le pulizie utilizzare un panno umido che non disperda gli
allergeni nell’ambiente
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- preferire
mobili lisci e facili da pulire
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- non
tenere soprammobili, in particolare vanno evitati i pelouche
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