a cura di Andrea Sironi - Direttore Responsabile Progetto e-Macherio

www.macherio.net - Testata Giornalistica Registrata - Tribunale di Monza n.1849/07042006

 

ARCHIVIO PUBBLICAZIONI ANNO 2006


I "corsivi" di e-Macherio

Macherio, lì 22 Novembre 2006
 
Il Bilancio di un comune deve essere partecipato?
 
Il bilancio sociale di un comune rappresenta un nuovo modo di interpretare il dialogo tra amministrazione e cittadinanza; uno strumento che, per essere efficace, per raggiungere l’obiettivo di migliorare il rapporto con la comunità non può essere improvvisato, ma deve essere costruito in base ad una attenta discussione.
 
Realizzare un bilancio sociale partecipato significa mettere in atto processi di comunicazione e modalità organizzative in modo tale da consentire che le decisioni siano davvero il frutto del confronto tra eletti ed elettori e non semplicemente un dialogo fra i componenti del consiglio comunale che si incontrano una volta al mese (o quasi).
 
Vorrei con queste poche righe invitare i nostri amministratori a dare vita ad un  progetto di intervento ambizioso e concreto, concentrando la loro attenzione sulle nuove esigenze di conoscenza e partecipazione della cittadinanza alle quali gli enti locali devono dare una risposta.
 
Macherio non può certo tirarsi indietro o peggio ancora nascondersi dietro una ipocrita partecipazione civica.
 
E' fondamentale dedicarsi ad un incremento graduale del coinvolgimento nelle scelte dell’amministrazione, comunicare, consultare, confrontare, aprirsi al dialogo con i propri interlocutori e rendere conto delle scelte effettuate, dell’attività svolta, dei risultati raggiunti, senza come spesso accade attribuire responsabilità ad altri o barricarsi nelle stanze della residenza municipale.
 
L’obiettivo del bilancio sociale partecipato è quello di rendere sempre più trasparente l’attività del comune ed offrire a tutti gli interessati ovviamente, gli strumenti necessari per poter formulare ed esprimere opinioni e giudizi sull’attività svolta dall'amministrazione comunale.
 
Informazione e comunicazione sono le basi fondamentali per far nascere spazi per consultare i cittadini e recepire le loro esigenze, aspettative ed opinioni.
 
Termino queste mie riflessioni sperando vivamente che tutto ciò possa essere realizzato a Macherio, che gli attuali nostri amministratori prendano veramente a cuore la partecipazione civica, raccogliendo quindi sia elogi che critiche costruttive per migliorare la vivibilità del territorio macheriese.

                                                    


Macherio, lì 15 Ottobre 2006

Una scuola che merita

Nel sistema scolastico italiano, purtroppo non sono poche le incertezze, i dubbi, le preoccupazioni che gravano sugli insegnanti, sugli studenti, sugli enti locali e sulle famiglie che, affrontando notevoli sacrifici economici, confidano nel sistema dell'istruzione quale snodo imprescindibile nella preparazione alla vita dei propri figli.

Mi auguro che le istituzioni possano rinnovare l'impegno di sostenere ma soprattutto rafforzare il basilare settore dell'istruzione continuando a garantire libertà d'insegnamento e diritto ad un'istruzione che offra pari opportunità per tutti, anche per chi scelga o abbia necessità di entrare nel mondo del lavoro.

Le istituzioni dovranno sempre più difendere una scuola pubblica in cui aumentano le difficoltà, in cui crescono gli iscritti in ogni ordine e grado ma calano gli insegnanti, a partire da quelli di sostegno per i ragazzi diversamente abili.

I continui tagli alla spesa si traducono in tagli sui diritti, ad esempio per i tanti bambini esclusi dalle scuole d'infanzia, a tutto ciò si somma un'impreparazione all'accoglienza dei tanti studenti stranieri.

Sono convinto nella necessità di finanziare interventi di inserimento dei ragazzi stranieri nella scuola in quanto l'integrazione nasce proprio sui banchi scolastici.

Credo che la nostra scuola sia un sistema forte, e sono convinto sia capace di reagire alle difficoltà, ma che abbia diritto ad essere considerata come merita, non solo per il bene del sistema educativo, ma per il futuro stesso della nostra società.

                                       


Macherio, lì 01 Settembre 2006

La bicicletta: passato o futuro?

Un tempo non molto lontano il territorio macheriese come tanti altri del resto vedeva la bicicletta come uno dei principali mezzi di trasporto, oggi sostituito dall’automobile.

La conseguenza di questa trasformazione può essere misurata nel peggioramento della qualità dell’aria, della rumorosità, del tempo rubato dal traffico e in generale da una elevato peggioramento della qualità della vita urbana sempre più percepita dalla popolazione macheriese e non.

Tutti in questi ultimi mesi hanno assistito al "mutamento" della provinciale Monza-Carate che letteralmente divide Macherio a metà e tutti si saranno accorti quanto spazio è stato rubato alle biciclette.

Prima della fine del 2006, vista ormai l'imminente apertura del supermercato della catena Esselunga, utilizzare la bicicletta sulla provinciale diventerà alquanto pericoloso in quanto la carreggiata è stata notevolmente ridimensionata con conseguente restringimento della stessa a favore di spartitraffico.

Capisco bene che la cultura di utilizzare la bicicletta anzichè l'auto è ormai pressochè scomparsa ma progettare nuove strade pensando alla sicurezza stradale di tutti e non solo a far percorrere alle auto più strada possibile in meno tempo possibile non sia un ritornare indietro nel tempo ma invertire l’attuale tendenza, che privilegia l’automobile privata come mezzo principale di trasporto, per assegnare anche alla bicicletta un ruolo importante nella sfida per migliorare la qualità della vita nei centri urbani.

Mi domando se prima di giungere ad un disegno finale non sarebbe stato il caso di coinvolgere la cittadinanza macheriese affinchè tutti potessero aggiungere ai saperi tecnici il proprio contributo in termini di suggerimenti e/o proposte, per giungere attraverso un processo partecipato all'elaborazione della "nuova" provinciale.

E' così difficile progettare nuove opere utilizzando un percorso di partecipazione civica?

                                       


Macherio, lì 28 Agosto 2006

L'importanza delle Donne

Nel 1946 le donne italiane furono chiamate per la prima volta al voto. Era il referendum con il quale si scelse la Repubblica. Nello stesso anno si celebrò la prima Festa della Donna dell'Italia libera.

Quanto è stato fatto da quel "lontano" 1946? E' una domanda che mi sono posto in quanto penso che la democrazia, quella con la "D" maiuscola non sia solo il semplice diritto di voto, ma anche partecipazione, presenza attiva e forte dei cittadini senza differenze di genere in una società moderna, nelle professioni, nelle istituzioni.

Certo, possiamo dire che il cambiamento è stato forte e deciso, ma molto ancora resta da fare: nel mercato del lavoro, nei ruoli decisionali, nelle tante scelte che comporta la vita.

Voglio sottolineare in particolare quanto resta ancora da fare per una giusta presenza femminile nelle istituzioni, dal parlamento alle assemblee elettive locali.

Più presenza femminile, ne sono pienamente convinto, potrà aggiungere alle istituzioni profondità, creatività e capacità innovativa.

La società moderna, quella nella quale viviamo, necessita di una seria assunzione di responsabilità per eliminare gli ostacoli che ancora oggi incontrano le donne.

Il nostro paese, le nostre istituzioni dovranno essere sempre in prima fila per dare "opportunità" alle donne che hanno tutte le capacità per far crescere una nuova società più responsabile e più accorta.

                                  


 

Macherio, lì 25 Giugno 2006

Il lavoro, il nostro futuro.

Il lavoro, o meglio l'occupazione di un individuo è un tema al quale occorre dedicare la massima attenzione.

In Lombardia il lavoro è sempre stato considerato una straordinaria ricchezza, per le persone e per le imprese; la Lombardia è diventata la grande regione che è grazie al lavoro e al suo sistema impresa; un lavoro di qualità, certo e sicuro.

Di fronte ai grandi e soprattutto repentini cambiamenti della società e del sistema produttivo le istituzioni dovranno ancora di più difendere questo valore in un momento in cui l'economia è in grande difficoltà; valore che determina la crescita della persona e della società nella quale vive.

Il tasso di occupazione del nostro territorio è ancora uno tra i più alti d'Europa, eppure cresce anche da noi il numero dei giovani e delle donne che hanno un contratto di lavoro precario (molti lo sostengono flessibile!).

Che cosa significa? Che i giovani non sono più in grado di progettare il loro futuro, che le famiglie e la società sono più deboli e insicure!

Le istituzioni dovranno garantire ai cittadini e al mondo produttivo un "buon" lavoro, rivolto alla non-precarietà.

Aiuti economici alle donne che lavorano, con gli assegni formativi e con gli incentivi alle imprese che investono sulle lavoratrici e sui lavoratori.

Promuovere l'inserimento delle persone disabili e rafforzando un sistema di sostegni a favore di chi il lavoro lo cerca per la prima volta e di chi lo perde o lo cambia.

Le istituzioni dovranno sempre più accollarsi un compito impegnativo e dovranno assolverlo con la collaborazione di tutti: cittadini lavoratori, imprese e organizzazioni sindacali.

Il nostro territorio ha le risorse, le competenze e la volontà per diventare "all'avanguardia" per qualità dello sviluppo, coesione sociale, sostenibilità ambientale, promozione della solidarietà.

E' fortemente necessario contrastare la precarizzazione del lavoro e l'idea di una crescita a due velocità; per questo è necessario secondo il mio personale parere scegliere di agire con una visione di insieme.

La qualità dello sviluppo economico dipende dalla qualità del lavoro e dalla sua sicurezza, dalla coesione sociale, dalla capacità di una comunità di crescere insieme.

                                 


 

Macherio, lì 27 Maggio 2006

Di cosa hanno bisogno le famiglie?

I più recenti dati confermano, purtroppo, le gravi difficoltà vissute da un numero crescente di famiglie italiane. Nei primi cinque anni del nuovo secolo, anche a seguito di una crescita complessiva dell'inflazione calcolata nel 23,7% aumentano i poveri. Un italiano su quattro è in gravi difficoltà economiche o alle soglie di una simile condizione.

Sarebbe giusto e saggio partire dalla valutazione di questi dati senza dividersi fra pessimisti e ottimisti.

Sappiamo che le zone più colpite sono quelle del centro-sud del Paese, con percentuali allarmanti. I soldi dello stipendio non bastano più per arrivare a fine mese. Una situazione che si riflette nella contrazione dei consumi e nel cambiamento stesso degli stili di vita.

In questa fase di difficoltà, il cittadino ha bisogno di tutto meno che di un taglio dei servizi, di un impoverimento del welfare, di una contrazione della sanità pubblica. Non servono una tantum estemporanee o azioni propagandistiche, quanto strategie concrete per sostenere chi sia in difficoltà a pagare l'affitto, assistere gli anziani, curare la propria salute, che sono poi l'equivalente dei diritti cui aspira ogni cittadino.

Il Comune di Macherio o meglio la sua amministrazione quale direzione, quali scelte vorrà prendere? Quale contributo vorrà dare al sistema Italia?

Stiamo assistendo ad una "mutazione" delle politiche sociali?

Le scelte obbligatoriamente intraprese dall'amministrazione comunale (faccio esplicito riferimento alla recente notizia del repentino cambio di destinazione della nuova struttura di via Visconti, di fronte la residenza municipale, da centro diurno per anziani a centro per minori in difficoltà) sono condivise dalla cittadinanza macheriese?

L'orientamento della politica pubblica  può considerarsi sempre più distante dalle aspettative di una popolazione che frettolosamente sta invecchiando?

                                 

 

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