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Macherio, lì 22 Novembre
2006
Il Bilancio
di un comune deve essere partecipato?
Il
bilancio sociale di un comune rappresenta un nuovo modo di
interpretare il dialogo tra amministrazione e cittadinanza;
uno strumento che, per essere efficace, per raggiungere
l’obiettivo di migliorare il rapporto con la comunità non
può essere improvvisato, ma deve essere costruito in base
ad una attenta discussione.
Realizzare un bilancio sociale
partecipato significa mettere in atto
processi di comunicazione e modalità organizzative in modo
tale da consentire che le decisioni siano davvero il frutto
del confronto tra eletti ed elettori e non semplicemente un
dialogo fra i componenti del consiglio comunale che si
incontrano una volta al mese (o quasi).
Vorrei con
queste poche righe invitare i nostri amministratori a dare
vita ad un progetto
di intervento ambizioso e concreto, concentrando la loro
attenzione sulle nuove esigenze di conoscenza e
partecipazione della cittadinanza alle quali gli enti locali
devono dare una risposta.
Macherio
non può certo tirarsi indietro o peggio ancora nascondersi
dietro una ipocrita partecipazione civica.
E'
fondamentale dedicarsi ad un incremento graduale del
coinvolgimento nelle scelte dell’amministrazione,
comunicare, consultare, confrontare, aprirsi al dialogo con
i propri interlocutori e rendere conto delle scelte
effettuate, dell’attività svolta, dei risultati
raggiunti, senza come spesso accade attribuire responsabilità
ad altri o barricarsi nelle stanze della residenza
municipale.
L’obiettivo
del bilancio sociale partecipato è quello di rendere sempre
più trasparente l’attività del comune ed offrire a tutti
gli interessati ovviamente, gli strumenti necessari per
poter formulare ed esprimere opinioni e giudizi
sull’attività svolta dall'amministrazione comunale.
Informazione
e comunicazione sono le basi fondamentali per far nascere
spazi per consultare i cittadini e recepire le loro
esigenze, aspettative ed opinioni.
Termino
queste mie riflessioni sperando vivamente che tutto ciò
possa essere realizzato a Macherio, che gli attuali nostri
amministratori prendano veramente a cuore la partecipazione
civica, raccogliendo quindi sia elogi che critiche
costruttive per migliorare la vivibilità del territorio
macheriese.
Macherio, lì 15 Ottobre
2006
Una scuola
che merita
Nel sistema scolastico
italiano, purtroppo non sono poche le incertezze, i dubbi, le
preoccupazioni che gravano sugli insegnanti, sugli studenti,
sugli enti locali e sulle famiglie che, affrontando notevoli
sacrifici economici, confidano nel sistema dell'istruzione quale
snodo imprescindibile nella preparazione alla vita dei propri
figli.
Mi auguro che le istituzioni
possano rinnovare l'impegno di sostenere ma soprattutto
rafforzare il basilare settore dell'istruzione continuando a
garantire libertà d'insegnamento e diritto ad un'istruzione che
offra pari opportunità per tutti, anche per chi scelga o abbia
necessità di entrare nel mondo del lavoro.
Le istituzioni dovranno sempre
più difendere una scuola pubblica in cui aumentano le difficoltà,
in cui crescono gli iscritti in ogni ordine e grado ma calano
gli insegnanti, a partire da quelli di sostegno per i ragazzi
diversamente abili.
I continui tagli alla spesa si
traducono in tagli sui diritti, ad esempio per i tanti bambini
esclusi dalle scuole d'infanzia, a tutto ciò si somma
un'impreparazione all'accoglienza dei tanti studenti stranieri.
Sono convinto nella necessità
di finanziare interventi di inserimento dei ragazzi stranieri
nella scuola in quanto l'integrazione nasce proprio sui banchi
scolastici.
Credo che la nostra scuola sia
un sistema forte, e sono convinto sia capace di reagire alle
difficoltà, ma che abbia diritto ad essere considerata come
merita, non solo per il bene del sistema educativo, ma per il
futuro stesso della nostra società.
Macherio, lì 01 Settembre
2006
La
bicicletta: passato o futuro?
Un tempo non molto lontano il
territorio macheriese come tanti altri del resto vedeva la
bicicletta come uno dei principali mezzi di trasporto, oggi
sostituito dall’automobile.
La conseguenza di questa
trasformazione può essere misurata nel peggioramento della
qualità dell’aria, della rumorosità, del tempo rubato dal
traffico e in generale da una elevato peggioramento della qualità
della vita urbana sempre più percepita dalla popolazione
macheriese e non.
Tutti in questi ultimi mesi
hanno assistito al "mutamento" della provinciale
Monza-Carate che letteralmente divide Macherio a metà e tutti
si saranno accorti quanto spazio è stato rubato alle
biciclette.
Prima della fine del 2006,
vista ormai l'imminente apertura del supermercato della catena
Esselunga, utilizzare la bicicletta sulla provinciale diventerà
alquanto pericoloso in quanto la carreggiata è stata
notevolmente ridimensionata con conseguente restringimento della
stessa a favore di spartitraffico.
Capisco bene che la cultura di
utilizzare la bicicletta anzichè l'auto è ormai pressochè
scomparsa ma progettare nuove strade pensando alla sicurezza
stradale di tutti e non solo a far percorrere alle auto più
strada possibile in meno tempo possibile non sia un ritornare
indietro nel tempo ma invertire l’attuale tendenza, che
privilegia l’automobile privata come mezzo principale di
trasporto, per assegnare anche alla bicicletta un ruolo
importante nella sfida per migliorare la qualità della vita nei
centri urbani.
Mi domando se prima di giungere
ad un disegno finale non sarebbe stato il caso di coinvolgere la
cittadinanza macheriese affinchè tutti potessero aggiungere ai
saperi tecnici il proprio contributo in termini di suggerimenti
e/o proposte, per giungere attraverso un processo partecipato
all'elaborazione della "nuova" provinciale.
E' così difficile progettare
nuove opere utilizzando un percorso di partecipazione civica?
Macherio, lì 28 Agosto 2006
L'importanza
delle Donne
Nel 1946 le donne italiane
furono chiamate per la prima volta al voto. Era il referendum
con il quale si scelse la Repubblica. Nello stesso anno si
celebrò la prima Festa della Donna dell'Italia libera.
Quanto è stato fatto da quel
"lontano" 1946? E' una domanda che mi sono posto in
quanto penso che la democrazia, quella con la "D"
maiuscola non sia solo il semplice diritto di voto, ma anche
partecipazione, presenza attiva e forte dei cittadini senza
differenze di genere in una società moderna, nelle professioni,
nelle istituzioni.
Certo, possiamo dire che il
cambiamento è stato forte e deciso, ma molto ancora resta da
fare: nel mercato del lavoro, nei ruoli decisionali, nelle tante
scelte che comporta la vita.
Voglio sottolineare in
particolare quanto resta ancora da fare per una giusta presenza
femminile nelle istituzioni, dal parlamento alle assemblee
elettive locali.
Più presenza femminile, ne
sono pienamente convinto, potrà aggiungere alle istituzioni
profondità, creatività e capacità innovativa.
La società moderna, quella
nella quale viviamo, necessita di una seria assunzione di
responsabilità per eliminare gli ostacoli che ancora oggi
incontrano le donne.
Il nostro paese, le nostre
istituzioni dovranno essere sempre in prima fila per dare
"opportunità" alle donne che hanno tutte le capacità
per far crescere una nuova società più responsabile e più
accorta.
Macherio, lì 25 Giugno 2006
Il lavoro,
il nostro futuro.
Il lavoro, o meglio
l'occupazione di un individuo è un tema al quale occorre
dedicare la massima attenzione.
In Lombardia il lavoro è
sempre stato considerato una straordinaria ricchezza, per le
persone e per le imprese; la Lombardia è diventata la grande
regione che è grazie al lavoro e al suo sistema impresa; un
lavoro di qualità, certo e sicuro.
Di fronte ai grandi e
soprattutto repentini cambiamenti della società e del sistema
produttivo le istituzioni dovranno ancora di più difendere
questo valore in un momento in cui l'economia è in grande
difficoltà; valore che determina la crescita della persona e
della società nella quale vive.
Il tasso di occupazione del
nostro territorio è ancora uno tra i più alti d'Europa, eppure
cresce anche da noi il numero dei giovani e delle donne che
hanno un contratto di lavoro precario (molti lo sostengono
flessibile!).
Che cosa significa? Che i
giovani non sono più in grado di progettare il loro futuro, che
le famiglie e la società sono più deboli e insicure!
Le istituzioni dovranno
garantire ai cittadini e al mondo produttivo un "buon"
lavoro, rivolto alla non-precarietà.
Aiuti economici alle donne che
lavorano, con gli assegni formativi e con gli incentivi alle
imprese che investono sulle lavoratrici e sui lavoratori.
Promuovere l'inserimento delle
persone disabili e rafforzando un sistema di sostegni a favore
di chi il lavoro lo cerca per la prima volta e di chi lo perde o
lo cambia.
Le istituzioni dovranno sempre
più accollarsi un compito impegnativo e dovranno assolverlo con
la collaborazione di tutti: cittadini lavoratori, imprese e
organizzazioni sindacali.
Il nostro territorio ha le
risorse, le competenze e la volontà per diventare
"all'avanguardia" per qualità dello sviluppo,
coesione sociale, sostenibilità ambientale, promozione della
solidarietà.
E' fortemente necessario
contrastare la precarizzazione del lavoro e l'idea di una
crescita a due velocità; per questo è necessario secondo il
mio personale parere scegliere di agire con una visione di
insieme.
La qualità dello sviluppo
economico dipende dalla qualità del lavoro e dalla sua
sicurezza, dalla coesione sociale, dalla capacità di una
comunità di crescere insieme.
Macherio, lì 27 Maggio 2006
Di cosa hanno
bisogno le famiglie?
I più recenti dati confermano,
purtroppo, le gravi difficoltà vissute da un numero crescente
di famiglie italiane. Nei primi cinque anni del nuovo secolo,
anche a seguito di una crescita complessiva dell'inflazione
calcolata nel 23,7% aumentano i poveri. Un italiano su
quattro è in gravi difficoltà economiche o alle soglie di una
simile condizione.
Sarebbe giusto e saggio partire
dalla valutazione di questi dati senza dividersi fra pessimisti
e ottimisti.
Sappiamo che le zone più
colpite sono quelle del centro-sud del Paese, con percentuali
allarmanti. I soldi dello stipendio non bastano più per
arrivare a fine mese. Una situazione che si riflette nella
contrazione dei consumi e nel cambiamento stesso degli stili di
vita.
In questa fase di difficoltà,
il cittadino ha bisogno di tutto meno che di un taglio dei
servizi, di un impoverimento del welfare, di una contrazione
della sanità pubblica. Non servono una tantum estemporanee o
azioni propagandistiche, quanto strategie concrete per sostenere
chi sia in difficoltà a pagare l'affitto, assistere gli
anziani, curare la propria salute, che sono poi l'equivalente
dei diritti cui aspira ogni cittadino.
Il Comune di Macherio o meglio
la sua amministrazione quale direzione, quali scelte vorrà
prendere? Quale contributo vorrà dare al sistema Italia?
Stiamo assistendo ad una
"mutazione" delle politiche sociali?
Le scelte obbligatoriamente
intraprese dall'amministrazione comunale (faccio esplicito
riferimento alla recente notizia del repentino cambio di
destinazione della nuova struttura di via Visconti, di fronte la
residenza municipale, da centro diurno per anziani a centro per
minori in difficoltà) sono condivise dalla cittadinanza
macheriese?
L'orientamento della politica
pubblica può considerarsi sempre più distante dalle
aspettative di una popolazione che frettolosamente sta
invecchiando?
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