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Luigi
Levati nasce nel 1930 a Villasanta ove risiede tuttora.
Sin
da giovane nutre grande interesse per la musica, che
approfondisce al Liceo Musicale di Monza e che insegna in
scuole statali. Contemporaneamente si diletta col disegno
e negli anni ’60 matura in lui il desiderio di
esprimersi con le forme plastiche della scultura,
frequenta lo scultore monzese Monfrini e da lui acquisisce
i primi rudimenti.
Le
sue prime opere di genere figurativo classico, sono per lo
più incentrate sulla raffigurazione dei grandi musicisti
e dei poeti, in busti e/o medaglioni.
Pur
essendo in sostanza scultore autodidatta si denota nelle
sue opere un attento ed approfondito studio anatomico
della figura, che lo porta a padroneggiare la materia e a
rendere equilibrate e plastiche le sue sculture.
La
sua voglia di conoscere è tale da condurlo ad
approfondire temi sempre diversi: si dedica allo studio
dello spazio celeste e, forse, da questo approfondimento
dello spazio infinito, che a suo dire “lo ha anche un
poco angosciato…”, trova lo spunto per realizzare una
serie di opere in creta
che colora
o galvanizza. Qui le figure, “uomo donna”,
sembrano uscire da una massa che li trattiene, il loro
sguardo è proteso verso il cielo, sembra quasi che ci
invitino a domandarci: “ chi siamo? da dove veniamo?
...”
Sono
sculture, quelle di Levati, che godono di un raffinato
equilibrio e raramente ci danno il senso di statuario
immobilismo.
Luigi
Consonni
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