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Francesca
Tornaghi nativa di Cernusco sul Naviglio, vive e lavora a
Carugate. E’ giovane scultrice diplomata all’Accademia
Belle Arti di Milano. La sua passione artistica è
permeata di un forte richiamo alla natura alpina e ai
boschi della Val Gardena, luoghi che sin dalla giovane età
ha frequentato e dove spesso e volentieri ricorre, per
ritrovare quel senso di equilibrio, tranquillità, serenità
e carica vitale, che poi per riflesso esteriorizza nelle
sue opere scultoree.
Dalla stessa
natura estrae e utilizza la materia prima,“il legno”,
dal profumato cirmolo al palissandro, dal castagno
all’ulivo al wengè. A questi e altri tipi di legno
abbina talvolta degli elementi in ferro. Chiaro
l’intento di evidenziare la contraddizione “libertà-costrizione”,
contrasto identificabile nella naturale diversità che
c’è fra il legno, vivo, instabile in continuo movimento
e il ferro, statico, stabile, immobile. Le sue opere sono
un vero atto interiore portato all’essenzialità della
forma attraverso l’arte del togliere, scavare, smussare,
levigare un tronco di albero. Ci troviamo in pratica di
fronte al senso compiuto della parola scultura, cioè
“togliere tutto ciò che è superfluo per lasciare,
all’interno di quel blocco apparentemente
insignificante, la forma essenziale” quella forma che
Francesca fin da subito ha interiorizzato e nell’atto
esecutivo ottimizza sino ad ottenere il volume,
l’espressività, l’emozione desiderata. Ne
scaturiscono volumi sobri dalle movenze dolci ed eleganti
in stretta armonia con le movenze che la stessa natura ci
regala.
E’ in
questo modo, con spirito gioioso, col gusto alla vita, che
le sue opere ci affascinano e contemporaneamente ci
pongono di fronte al dualismo, al più alto contrasto che
la stessa vita ci dà: la nascita e la morte; il tutto con
una dolcezza e delicatezza di linguaggio scultoreo
armonico ed essenziale.
I migliori
auguri a Francesca e una buona visione a tutti.
Luigi
Consonni
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