| Macherio, lì 06
Novembre 2008 (Anno III - Nr. 31)
Crisi
Finanziaria: chi pagherà il conto?
Nelle ultime settimane, miliardi e miliardi di dollari ed
euro sono stati bruciati fra perdite e svalutazioni delle
banche del pianeta. La crisi presenta un conto molto più
drammatico e salato di quanto si potesse immaginare.
A Barack Obama, nuovo presidente degli Stati Uniti, toccherà
raccogliere la pesante eredità dell’amministrazione di
George W. Bush che lascia un paese senza più la "leadership" mondiale sia nella sfera della finanza sia in
quella della politica. Gli Stati Uniti infatti si ritrovano
con un deficit che salirà alle stelle, super-indebitati e alle
prese con una guerra dall’esito molto incerto.
Chi pagherà il conto di questa crisi? Una cosa è
certa,
mettendo mano al portafoglio per salvare banche ed
assicurazioni, gli stati nazionali, Europa in testa, si
trovano con una capacità di spesa pubblica drasticamente
ridotta. Spazio per ridurre le tasse non ce ne sarà più,
visto che già era ridotto all’osso. La ri-statalizzazione
delle banche inglesi, la mano dei governi sugli istituti
tedeschi e francesi e persino il "salvagente" da 20
miliardi di euro predisposto dal nostro esecutivo, prospettano
un profondo peggioramento dei conti pubblici.
Il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale
Europea hanno già segnalato che, crisi finanziaria a parte,
l’economia globale sta entrando in piena fase recessiva.
Nonostante tutto questo,
assistiamo agli show ottimistici del Presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi, quando anche i sassi sanno che il nostro Paese è destinato quest’anno ad
una crescita zero e ad entrare in recessione già nel 2009.
Se l’Italia che lavora (per
il momento) e che risparmiava è
destinata ad un 2009 nel quale dovrà inesorabilmente "tirare la cinghia",
ben diverso è lo scenario dell’Italia nei "salotti
buoni", quella dove si creano e si distruggono gli
equilibri del potere reale.
Anche grazie alla crisi
finanziaria, Berlusconi ha rinsaldato l’asse con il
presidente di Mediobanca Cesare Geronzi, infatti nel "board"
dell’istituto è entrata la figlia Marina, ha
imbarcato Roberto Colaninno nell’affare Alitalia (scaricando
i debiti della compagnia sui contribuenti) e così ha portato
l’amministratore delegato di Intesa SanPaolo, Corrado
Passera, dalla sua parte.
Anche grazie ad una totale afasia
progettuale dell’opposizione incarnata nel Partito
Democratico di Veltroni & C. e ad un ruolo marginale,
molto marginale dei cattolici, Berlusconi oggi si
ritrova "dominus" incontrastato del potere economico e
finanziario, proprio mentre gli italiani che lo hanno votato
in larga maggioranza devono fare i conti con la recessione.
Italiani, il conto di questa crisi
dovremo pagarlo tutto noi!
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