a cura di Andrea Sironi - Direttore Responsabile Progetto e-Macherio

www.macherio.net - Testata Giornalistica Registrata - Tribunale di Monza n.1849/07042006


Scrivi il tuo commento al corsivo

Macherio, lì 06 Novembre 2008   (Anno III - Nr. 31)

Crisi Finanziaria: chi pagherà il conto?

Nelle ultime settimane, miliardi e miliardi di dollari ed euro sono stati bruciati fra perdite e svalutazioni delle banche del pianeta. La crisi presenta un conto molto più drammatico e salato di quanto si potesse immaginare.

A Barack Obama, nuovo presidente degli Stati Uniti, toccherà raccogliere la pesante eredità dell’amministrazione di George W. Bush che lascia un paese senza più la "leadership" mondiale sia nella sfera della finanza sia in quella della politica. Gli Stati Uniti infatti si ritrovano con un deficit che salirà alle stelle, super-indebitati e alle prese con una guerra dall’esito molto incerto.

Chi pagherà il conto di questa crisi? Una cosa è certa, mettendo mano al portafoglio per salvare banche ed assicurazioni, gli stati nazionali, Europa in testa, si trovano con una capacità di spesa pubblica drasticamente ridotta. Spazio per ridurre le tasse non ce ne sarà più, visto che già era ridotto all’osso. La ri-statalizzazione delle banche inglesi, la mano dei governi sugli istituti tedeschi e francesi e persino il "salvagente" da 20 miliardi di euro predisposto dal nostro esecutivo, prospettano un profondo peggioramento dei conti pubblici.

Il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea hanno già segnalato che, crisi finanziaria a parte, l’economia globale sta entrando in piena fase recessiva.

Nonostante tutto questo, assistiamo agli show ottimistici del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, quando anche i sassi sanno che il nostro Paese è destinato quest’anno ad una crescita zero e ad entrare in recessione già nel 2009.

Se l’Italia che lavora (per il momento) e che risparmiava è destinata ad un 2009 nel quale dovrà inesorabilmente "tirare la cinghia", ben diverso è lo scenario dell’Italia nei "salotti buoni", quella dove si creano e si distruggono gli equilibri del potere reale.

Anche grazie alla crisi finanziaria, Berlusconi ha rinsaldato l’asse con il presidente di Mediobanca Cesare Geronzi, infatti nel "board" dell’istituto è entrata la figlia Marina, ha imbarcato Roberto Colaninno nell’affare Alitalia (scaricando i debiti della compagnia sui contribuenti) e così ha portato l’amministratore delegato di Intesa SanPaolo, Corrado Passera, dalla sua parte.

Anche grazie ad una totale afasia progettuale dell’opposizione incarnata nel Partito Democratico di Veltroni & C. e ad un ruolo marginale, molto marginale dei cattolici, Berlusconi oggi si ritrova "dominus" incontrastato del potere economico e finanziario, proprio mentre gli italiani che lo hanno votato in larga maggioranza devono fare i conti con la recessione.

Italiani, il conto di questa crisi dovremo pagarlo tutto noi!

                           

 

 ® IL PORTALE INTERNET DI MACHERIO

Powered by "Progetto e-Macherio"