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TOSSICODIPENDENZE
In questa sezione
illustreremo brevemente i principali aspetti relativi al fenomeno della
dipendenza nei suoi risvolti sociali, sanitari e normativi con lo scopo
di fornire spunti di informazione generale.
Il problema delle tossicodipendenze può essere letto in
prospettiva, con riferimento:
- alla sfera sanitaria, in
quanto l'abuso di sostanze compromette la "salute"
individuale nel senso di benessere psico-fisico;
- alla disciplina giuridica,
che persegue, sul piano penale e amministrativo, tutti i
comportamenti riconducibili alla produzione e fabbricazione di
sostanze stupefacenti e alla detenzione e cessione a vario titolo,
con esclusione dell'uso personale che comunque non è privo di
conseguenze amministrative;
- alla dimensione sociale, in
quanto la tossicodipendenza da una parte induce all'isolamento
mentre dall'altra impegna preziose risorse, umane ed economiche,
in molti progetti rivolti alla prevenzione, riabilitazione e
recupero.
Il fenomeno, peraltro,
che coinvolge soggetti appartenenti ad un arco di età sempre più
ampio, va assumendo carattere di gravità crescente a causa della
introduzione di nuove sostanze sempre più dannose per la salute.
Sembra, inoltre, che l'utilizzo di sostanze come la cocaina, gli
psicofarmaci e le droghe sintetiche rappresenti non tanto
la ricerca di una evasione dalla realtà quanto un sostegno ad
affrontare la quotidianità, lo stress e le naturali frustrazioni della
vita.
Prendendo spunto dalla definizione dell'Organizzazione Mondiale
della Sanità, "la tossicodipendenza può essere intesa come
una condizione di intossicazione cronica o periodica, dannosa
all'individuo ed alla società, prodotta dall'uso ripetuto di una
sostanza chimica naturale o di sintesi, le cui caratteristiche sono:
-
il desiderio incontrollabile di
continuare ad assumere la sostanza e di procurarsela con ogni
mezzo;
-
la tendenza ad aumentare la dose per
ottenere gli stessi effetti (c.d. tolleranza);
-
la dipendenza psichica e, a volte,
anche fisica dagli effetti della sostanza".
L'uso e l'abuso di
sostanze psicotrope (droghe) porta all'instaurazione della condizione di
tossicodipendenza mediante tre fasi:
- all'inizio, nella "fase
dell'incontro", l'individuo viene in contatto con una
sostanza a cui attribuisce degli effetti positivi o quanto meno
gradevoli, perché sembrano procurargli benessere. Le
caratteristiche della sostanza si incontrano così con la
personalità del soggetto spesso caratterizzata da profonda
insicurezza. Se, dopo la prima esperienza, insorge il desiderio di
ripeterla, si entra nella seconda fase di cosiddetta
"dipendenza";
- è questa la fase dell'uso vero
e proprio, che potrebbe essere definita di "amore"
perché di grande attrazione. La tossicodipendenza si stabilisce
con l'uso continuativo della sostanza che si concretizza nella
necessità di assumerla in modo che risulti sempre presente nel
sangue;
- o nella terza fase, cosiddetta del
"non uso", il soggetto che ha utilizzato molte
volte la sostanza va incontro ad un vero e proprio stato di
malattia, che segna la sua esistenza come una sorta di
"invalidità sociale".
LE PRINCIPALI DROGHE
Secondo l'Organizzazione
Mondiale della Sanità "sono da considerare sostanze
stupefacenti tutte quelle sostanze di origine vegetale o sintetica
che agendo sul sistema nervoso centrale provocano stati di dipendenza
fisica e/o psichica, dando luogo in alcuni casi ad effetti di tolleranza
(bisogno di incrementare le dosi con l'avanzare dell'abuso) ed in altri
casi a dipendenza a doppio filo e cioè dipendenza dello stesso soggetto
da più droghe".
Numerose sono le modalità di classificazione delle droghe. Per esempio,
tenendo conto dell'origine, possono essere classificate in naturali o
sintetiche, in base però agli effetti farmacologici e' possibile
distinguerle in:
- droghe deprimenti:
oppiacei, barbiturici, tranquillanti;
- droghe stimolanti: cocaina,
anfetamina, derivati anfetaminici, caffeina, GHB, smart-drugs,
antidepressivi, khat;
- droghe allucinogene: canapa
indiana e derivati, LSD, mescalina, ketamina, psilocibina.
Altra classificazione
invece suddivide le sostanze stupefacenti e psicotrope nei seguenti
gruppi:
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OPPIACEI
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STIMOLANTI
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DEPRESSIVI
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ALLUCINOGENI
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CANNABIS e derivati
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Oppio
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Cocaina
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Barbiturici
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Mescalina
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Marijuana
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Morfina
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Amfetamine
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Tranquillanti
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L.S.D.
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Hashish
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Eroina
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Crack
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-
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DOM (S.T.P.)
|
Olio di hashish
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Metadone
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-
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-
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Ecstasy
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-
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L'oppio è ottenuto dal "papaver sonniferum", pianta
erbacea alta circa 1 metro con foglie ondulate di colorazione verde
intenso con fiori rosa, bianchi o purpurei. Esistono molte varietà di
oppio (a seconda della percentuale di "morfina" contenuta) in
commercio. Generalmente si presenta come una massa bruna che si
rammollisce tra le dita ed esposta all'aria annerisce. Ha odore acre,
forte, caratteristico ed è di sapore amaro. Viene solitamente
confezionato in flaconi contenenti polvere di oppio oppure in
"pani" di peso variabile tra 250 gr. ed 1 Kg., di forma
irregolare, spesso avvolti in contenitori di tela grezza, plastica,
carta oleata, etc. Può essere mangiato (oppiofagia) o più comunemente
fumato (oppiomania). In piccole dosi si ha un eccitamento dei centri
nervosi che provocano uno stato di serenità, benessere, euforia cui,
poi, segue uno stato di depressione, sonnolenza e possibili disturbi
all'apparato digerente ed alla circolazione. L'abuso provoca
tossicomania con forte deperimento ed elevata dipendenza fisica.
La morfina è il
principale derivato dell'oppio e si ottiene trattando, chimicamente a
caldo, l'oppio con soluzioni di acqua, calce ed ammoniaca. Occorre
distinguere tra la "Morfina" (cloridrato di morfina) e la
cosiddetta "Morfina base o grezza". La prima, usata in
medicina a scopo terapeutico, si presenta come polvere bianca
cristallina non riflettente la luce, impalpabile, inodore, di sapore
amaro, oppure sottoforma di liquido incolore o giallastro contenuto in
fiale. La seconda "base o grezza" è un prodotto intermedio
della trasformazione dell'oppio che, ulteriormente trattato con
procedimenti chimici, diviene infine "eroina". La sostanza può
essere assunta anche per via orale ma il tossicomane generalmente usa
l'iniezione intramuscolare od endovenosa che ne moltiplica sensibilmente
gli effetti. La sostanza, che è un potente analgesico, agisce sul
sistema nervoso centrale provocando, in minime dosi, fenomeni di euforia
e piacevole ebbrezza e, a dosi più elevate, annullamento della
percezione del dolore e sonno profondo. L'abuso produce
assuefazione e grave dipendenza fisica e psichica.
L'eroina si
ottiene dalla trasformazione chimica della morfina. Si presenta come
polvere bianca o marrone, spesso granulare, amara, molto solubile in
acqua, con odore di acido. L'assunzione può avvenire iniettandola in
vena o può anche essere fumata o inalata.
Gli effetti durano circa 3-6 ore e sono di natura deprimente e calmante.
Proteggono il consumatore dall'ansia, dalla paura, dal disagio psichico
e riducono il desiderio di cibo, di sesso, dando sonnolenza. L'eroina
produce effetti varianti, tra un assuntore e l'altro, ma sempre
caratterizzati da alternanza di stati euforici e depressivi, forte
eccitazione e passività, annullamento del dolore, sensazioni di calore
e rallentamento delle pulsazioni e della respirazione. Segni
dell'intossicazione sono pupille dilatate, incoordinazione motoria,
sudorazione, tremori, rigidità muscolare, ipotermia. L'uso abituale
dell'eroina porta ad apatia, trascuratezza, scarsa alimentazione e
mancanza d'igiene. Il fenomeno dell'assuefazione è rapido, la
dipendenza fisica e psichica fortissima. La "sindrome di
astinenza", particolarmente dolorosa, predispone il tossicomane
ad atti inconsulti e violenti.
Il metadone è uno stupefacente morfinosimile, impiegato da anni
nella terapia di mantenimento dei tossicomani da "Eroina".
Ultimamente il Consiglio Superiore della Sanità ha comunque ribadito
che il metadone è uno stupefacente di media tossicità, in grado di
indurre uno stato di specifica tossicodipendenza. Quindi il ricorso
terapeutico, allo scopo di mitigare la sindrome di astinenza da
morfinici, deve essere sempre praticato in idonei ambienti di ricovero,
cura o assistenza medica, autorizzati dalle Autorità sanitarie,
valutate le possibili limitazioni e controindicazioni. Il metadone è
una polvere cristallina bianca, amara, solubile in acqua. Può essere
assunto per via orale od anche per iniezione intramuscolare o
sottocutanea. Gli effetti sono quelli di potente analgesico (più
efficace in tal senso anche della stessa morfina) con una sintomatologia
secondaria caratterizzata da sonnolenza, stordimento, sudore, vertigini,
pruriti, vomito, etc.
La cocaina nasce dalla raffinazione delle foglie della pianta di
coca. Si presenta generalmente in polvere, cristallina, bianca, simile
al sale fine ed allo zucchero raffinato tendente ad ingiallire al
prolungato contatto
con l'aria. Si può trovare anche sottoforma di compresse, tavolette o
allo stato liquido in fiale. Viene assunta inalandola per via nasale,
fumata o iniettata. Ha sapore amaro e, a contatto con le mucose, provoca
una sensazione di freddo lasciando sulla lingua un senso di anestesia.
Gli effetti danno sensazione di forza e di energia con riduzione della
fatica, eccitazione e loquacità, diminuzione del bisogno di cibo,
euforia, minore sensibilità alla fatica e al dolore. Le pupille si
dilatano e gli occhi diventano ipersensibili alla luce. Dopo qualche ora
dall'assunzione, il consumatore inizia a sentirsi stanco, assonnato e
depresso. Tipici segni di intossicazione riguardano le pupille dilatate,
tremori, ulcere al naso e manie persecutorie. La tolleranza e la
dipendenza fisica sono modeste od inesistenti e quindi, con tale
stupefacente, non si ha la "sindrome di astinenza". Elevata
invece la dipendenza psichica.
Le amfetamine sono un gruppo di farmaci ad azione eccitante usati
anche nella terapia di alcune malattie nervose, sotto stretto controllo
medico, o quali anoressici (tolgono lo stimolo della fame) nelle diete.
Prodotte spesso da laboratori clandestini, si trovano sul mercato
sottoforma di polveri cristalline più o meno biancastre, in fiale, o
pasticche e capsule di vario colore e forma. Si assumono generalmente
per via orale o per iniezione endovenosa. Gli effetti che ne derivano
sono simili a quelli provocati dalla cocaina: eccitazione, potenziamento
delle capacità intellettive e della memoria, annullamento delle
sensazioni di fame, di dolore e di sforzo fisico e quali sintomi
secondari tremori, irritabilità, loquacità ed ansietà. La tolleranza
è elevata così come la dipendenza psichica e atipica quella fisica che
differisce nettamente da quella provocata da altre sostanze. La sindrome
di astinenza da amfetamine è particolare in quanto si risolve con la
somministrazione di sostanze ad effetti "antagonisti"
(oppiacei e depressivi) rispetto alla droga abituale.
Il crack è un composto stupefacente recente che si ottiene
aggiungendo alla cocaina in polvere bicarbonato di sodio ed acqua. E'
spacciato sottoforma di cristalli di crack in fiale trasparenti che
somigliano a capsule di vitamine, di volume variabile. La sostanza di
aspetto granulare e di colore biancastro tende ad ingiallire con una
elevata esposizione all'aria. Viene fumato in pipa con l'eventuale
aggiunta di tabacco e/o marijuana. Gli effetti immediati sono uno stato
di euforia con alternanti sensazioni di depressione e delusione. A
differenza dalla cocaina, ha la pericolosa caratteristica di provocare
in tempi brevi grave dipendenza fisica e psichica.
I barbiturici sono così definiti i derivati dell'acido
barbiturico, usati in medicina come sedativi, ipnotici ed
antiepilettici. Generalmente i consumatori abituali ne iniziano l'uso su
prescrizione medica, ma la proseguono anche dopo che sono cessate le
indicazioni. L'abuso di barbiturici è tipico dei tossicomani da
oppiacei o dei consumatori di amfetamine che li oppongono quali
"antagonisti", all'eccitazione provocata da tali droghe. I
composti che si trovano sul mercato clandestino sono sottoforma di
pastiglie, compresse e capsule di vario colore e dimensioni. Si assumono
per via orale o per iniezioni endovenose od intramuscolari. Gli effetti
sono senso di benessere, piacevole rilassamento e diminuzione delle
inibizioni. La dipendenza fisica è elevata e si instaura solo dopo un
uso intenso e prolungato, quella psichica è molto forte. La
"sindrome da astinenza", simile a quella da oppiacei, è
caratterizzata da ansia, tremori, contrazioni muscolari involontarie,
vertigini, nausea e vomito.
I tranquillanti sono farmaci di diversa composizione chimica
usati in medicina per ridurre
gli stati d'ansia, la tensione nervosa, l'agitazione e l'insonnia. Sono
in commercio sottoforma di capsule, compresse, pillole e fiale. Vengono
generalmente assunti per via orale o per iniezioni. Gli effetti,
varianti per tipo di intensità da un preparato all'altro, sono comunque
caratterizzati da rilassamento, torpore, attenuazione del dolore fisico,
etc. L'abuso di tranquillanti produce dipendenza fisica e psichica,
quest'ultima particolarmente accentuata.
La mescalina costituisce il principio attivo della prima pianta
"magica" studiata scientificamente all'inizio del secolo, il
cosiddetto "peyotl o peyote" messicano. La
mescalina è una polvere più o meno bianca, virante sul marrone,
solubile in acqua. Sul mercato clandestino può trovarsi sottoforma di
capsule, compresse o "bottoni" secchi, cioè boccioli
essiccati del cactus. La droga può essere fumata (mista a tabacco o
marijuana), ingerita o mangiata, masticandola lentamente. Gli effetti
sono di tipo allucinatorio, con eccitazione, insonnia, sensazioni di
onnipotenza, logorrea, etc. Questa sostanza dà solo dipendenza
psichica e quindi non provoca "sindrome da astinenza".
L'L.S.D., prodotto di sintesi, è il più potente allucinogeno
conosciuto. Si presenta sottoforma di pillole di varie dimensioni, di
piccoli francobolli o zollette di zucchero. Gli effetti dell'assunzione
portano all'intensificazione delle esperienze sensoriali quali il
colore, il suono e il tatto, allucinazioni, visive ed uditive, errata
percezione del tempo e dello spazio. Segni di intossicazione sono
pupille dilatate e tremori. I rischi per la salute si riferiscono alla neurotossicità
e al cosiddetto fenomeno del flash-back cioè alla ripetizione delle
allucinazioni senza nuove assunzioni. La dipendenza psichica è
variabile ma in genere modesta, quella fisica inesistente. L'assuntore
può dunque interrompere il consumo senza che si verifichino disturbi
particolari e sindrome di astinenza.
Il DOM, chiamato anche STP, deriva dal trattamento chimico di
composti anfetaminici con la mescalina. Si presenta sottoforma di
polvere incolore e inodore ed è confezionato in compresse e capsule di
varie dimensioni. Viene talvolta mescolato a psicofarmaci, barbiturici o
tranquillanti per ottenere effetti "sinergici" (cioè
potenziati) o "incrociati" (antagonisti). Si assume mediante
ingestione per via orale. A piccole dosi produce eccitazione ed euforia
tipiche da "amfetamine", a dosi superiori procura effetti
allucinogeni. Non si ha "sindrome di astinenza" perché la
dipendenza psichica è modesta e quella fisica inesistente.
L'ecstasy, sotto la dizione chimica di M.M.D.A. (Methyl Methylene
Dioxy Amfetamina), apparsa sul mercato nel 1985, è un composto chimico
derivato dall'amfetamina e comprende una serie di analoghi e varianti, i
cosiddetti designer drugs. Si presenta in forma di pillole, capsule o
pastiglie di vario colore con l'indicazione della quantità di dosaggio
e quindi con effetti variabili, distinti in psichici e somatici. Il
primo e principale effetto è la sensazione paradisiaca che consiste
nella capacità di facilitare i rapporti sociali, di aumentare il senso
di appartenenza alla tribù globale, di provare empatia per chiunque
stia vicino aumentando la confidenzialità con il rischio di
incrementare la probabilità di essere coinvolti in rapporti sessuali
non protetti. Un effetto associato è di sentirsi in pace con sé stesso
e con il mondo. Classica è la manifestazione di una estrema
sensibilizzazione sensoriale, anche se non si tramuta in allucinazione.
Tutte le sensazioni sono coinvolte: il tatto in primis, ma anche
l'odorato, il gusto e la vista e questo può indurre taluni a toccare
ripetutamente tessuti od oggetti o a fiutare più volte cibi e bevande.
Inoltre la sostanza produce una stimolazione psicomotoria che consente
di affrontare per ore la fatica del ballo, se si è in discoteca,
rimuovendo i preziosi indicatori fisiologici del senso di stanchezza,
della fame della sete, del sonno e perfino del dolore. Alcuni effetti
fisici sono di grado modesto come la tachicardia (aumento della
frequenza del polso), l'ipertensione, l'iperpnea (aumento della
frequenza respiratoria), l'iperglicemia (aumento del glucosio nel
sangue) e la midriasi (dilatazione delle pupille). Altri effetti sono più
gravi: sudorazione profusa, secchezza della bocca così netta da far
venire la lingua a penzoloni, urgenza di mingere, brividi, pelle d'oca e
ipertermia. Tra gli effetti collaterali possono anche comparire sintomi
decisamente patologici: nausea e vomito, cefalea intensa, atassia
(difficoltà di deambulazione), visione confusa, nistagmo (oscillazione
ritmica dei bulbi oculari), bruxismo (digrignazione incontrollata dei
denti con possibili erosioni dentarie, trisma (contrazione persistente
dei masseteri, con conseguente difficoltà sia di parlare sia di aprire
la bocca), dolorosi crampi muscolari degli arti che possono durare anche
giorni. Cessato l'effetto stimolante, subentra spesso uno stato di
profonda spossatezza con sonnolenza, con ovvie conseguenze per la guida.
Sono stati registrati casi di morti improvvise di consumatori di
ecstasy. La drammatica situazione di emergenza che si può verificare di
collasso cardiocircolatorio, insufficienza respiratoria acuta,
convulsioni, rabdomiolosi (distruzione delle masse muscolari),
coagulazione intravascolare disseminata e insufficienza renale grave
richiede ovviamente un pronto intervento ospedaliero se si vuole evitare
l'esito letale entro poche ore. A lungo termine l'ecstasy può dare una dipendenza
psichica ma non provoca la "sindrome di astinenza".
La marijuana è ricavata dalle infiorescenze e
dalle foglie della pianta della "cannabis
indica" mischiate assieme. Appare come una mistura somigliante
vagamente al tabacco od all'origano, di colorazione variante dal verde
chiaro al verde scuro o al bruno. Alla combustione ha il caratteristico
odore del fieno secco. Tipicamente viene inalata attraverso il fumo in
sigarette chiamate "spinelli". Gli effetti varianti da un
assuntore all'altro, sono comunque caratterizzati da euforia, aumento
della sensibilità visiva ed uditiva, sensazione di benessere e
rilassamento talvolta sonnolenza. Molto modesta la dipendenza fisica, più
marcata quella psichica. Non esiste la "sindrome di
astinenza".
L'hashish
viene prodotta dalla resina della cannabis (canapa indiana). Si presenta
in forma solida, di colore marrone, emanante un forte odore e viene
assunta fumandola. E' possibile che si instauri una forma di dipendenza
soprattutto nei soggetti giovani. Dopo alcuni minuti dal suo consumo,
produce effetti che gradualmente si accrescono, quali euforia,
disinibizione, rilassamento e aumento dell'appetito. A dosaggi elevati
è possibile riscontrare depersonalizzazione, disorientamento,
allucinazioni, confusione mentale e delirio. I segni di intossicazione
riguardano tachicardia, tremori ed allucinazioni. La dipendenza
psichica è abbastanza elevata, la fisica è minima.
L'olio di hashish è ottenuto mediante distillazione ripetuta
delle foglie o della resina della "Cannabis indica". Si
presenta come una sostanza liquida, densa e viscosa di colore scuro, con
un odore caratteristico e molto aromatico. Viene contrabbandato in
sacchetti di plastica consistente sigillati a caldo, in flaconi a
chiusura ermetica e in fiale. Si assume fumandolo. Gli effetti dell'olio
sono simili a quelli provocati dall'hashish ma molto più forti
ed intensi.
Le leggi
La materia è
regolamentata dal D.P.R. 309 del 09.10.1990, "Testo
Unico delle Leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e
sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi
stati di tossicodipendenza", in cui sono elencate tutte le misure
per fronteggiare il fenomeno.
Il principio fondamentale introdotto dalla normativa è quello relativo
al DIVIETO DI FAR USO PERSONALE di sostanze stupefacenti anche in
quantità minima, a dispetto della vecchia normativa, legge 685/1975,
che NON PUNIVA il semplice possesso di stupefacenti in modica quantità
per uso personale.
Detta legge è articolata in XII Titoli secondo i seguenti
aspetti di rilievo:
- "Vigilanza, coordinamento
e controllo dell'attività di prevenzione e repressione"
(Titolo I). La responsabilità di indirizzo e promozione della
politica generale di controllo, prevenzione e intervento nel
settore è riservata al COMITATO NAZIONALE DI COORDINAMENTO PER
L'AZIONE ANTIDROGA e sono determinate le funzioni di vigilanza
generale del MINISTERO DELLA SANITA' e del MINISTERO DELL'INTERNO
nonché particolari attribuzioni delle REGIONI. Vengono poi
stabilite le attività di vigilanza e controllo delle FORZE DI
POLIZIA ed i compiti di coordinamento informativo ed operativo
della DIREZIONE CENTRALE per i SERVIZI ANTIDROGA, organismo
interforze direttamente dipendente dal Ministero dell'Interno.
- "Tabelle delle sostanze
stupefacenti o psicotrope soggette al controllo" (Titolo I
artt. 13 e 14). I suddetti articoli indicano i criteri di
formazione di 6 Tabelle contenenti l'elenco delle sostanze
ordinate secondo una graduazione di maggiore o minore pericolosità
in base alla quale la disciplina penale ed amministrativa (Titolo
I-VIII) applica sanzioni punitive differenziate.
- "Disciplina della
produzione e del commercio delle sostanze stupefacenti"
(Titoli II, III, IV, V, VI, VII). Nei suddetti titoli la
normativa esamina tutti gli aspetti della coltivazione,
produzione, fabbricazione, distribuzione, impiego, importazione e
transito delle sostanze stupefacenti fissando specifici obblighi
di autorizzazione, documentazione e comunicazione di dati e
notizie.
- Profili repressivi relativi
alle attività illecite, che sono indicati negli articoli che
seguono:
- l'art. 73 Con questo
articolo vengono perseguite le forme illecite di produzione e
traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope. Prevede la reclusione
da 8 a 20 anni per chi produce, importa e
spaccia droghe pesanti (oppio e suoi derivati). Se invece le
condotte suddette riguardano le droghe leggere (marijuana,
hashish, olio di hashish) la reclusione va dai 2 a 6
anni. Questo articolo prevede anche l'ipotesi di "piccolo
traffico" in cui il traffico risulta illecito sia per
i mezzi, le modalità, le circostanze dell'azione, la qualità
o la quantità delle sostanze di lieve entità.
- l'art. 74 Sanziona
molto più severamente del Codice Penale l'ipotesi di associazione
finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.
Punisce con pene non inferiori a 20 anni di reclusione,
chi dirige, organizza, promuove o finanzia una associazione di
3 o più persone per commettere i reati previsti dall'art. 73.
La semplice partecipazione all'associazione è punita con la
reclusione non inferiore a 10 anni.
- l'art. 75 Punisce, con sanzioni
amministrative, le condotte dell'acquisto, importazione e
detenzione di sostanze stupefacenti, per uso personale.
Le sanzioni si configurano nella sospensione della patente di
guida, della licenza di porto d'armi, del passaporto e dei
documenti equipollenti, o se si tratta di straniero, nella
sospensione del permesso di soggiorno per motivi di turismo,
ovvero nel divieto di conseguire tali documenti per un periodo
che va da 2 a 4 mesi. Se una persona viene colta in flagrante
di una di queste condotte viene segnalata al Prefetto
che è la figura istituzionale competente ad irrogare i
provvedimenti. Non si è sottoposti a dette sanzioni se
l'interessato chiede o aderisce all'invito del Prefetto di
sottoporsi al programma terapeutico e socio-riabilitativo
definito dal Servizio pubblico per le tossicodipendenze.
- l'art. 77 Punisce con
una sanzione amministrativa, di tipo pecuniario, l'abbandono
di siringhe o di altri strumenti pericolosi utilizzati per
l'assunzione di sostanze stupefacenti, in luogo pubblico,
aperto al pubblico o in luogo privato ma di comune o altrui
uso.
- l'art.79 Agevolazione
dell'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope. Punisce
chiunque avendo disponibilità di un immobile, un ambiente o
veicolo a ciò idoneo, lo adibisce o consente che altri lo
adibisca a luogo di convegno abituale di persone che ivi si
dedicano all'uso di sostanze stupefacenti.
- l'art. 82 Induzioni
all'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope. Punisce
chiunque pubblicamente istiga all'uso illecito di sostanze
stupefacenti o psicotrope o svolge, anche in privato, attività
di proselitismo per tale uso delle predette sostanze ovvero
induce una persona all'uso medesimo.
- l'art. 80 (aggravanti),
disciplina gli aumenti di pena, per la commissione di condotte
illecite previste, dall'art. 73. Gli aggravi di pena possono
variare da 1/3 alla metà nei seguenti casi:
- nei casi previsti dai n.
2,3 e 4 dell'art. 112 del Codice Penale:
- per chi ha promosso
od organizzato la cooperazione del reato o ha
diretto l'attività delle persone concorse nel
reato;
- per chi
nell'esercizio della sua autorità, direzione o
vigilanza, ha determinato a commettere il reato
persone ad esso soggette;
- per chi, fuori dal
caso previsto dall'art. 111 del Codice Penale, ha
determinato a commettere il reato un minore oppure
una persona in stato di infermità o di deficienza
psichica;
- per chi ha indotto a
commettere il reato, o a cooperare nella commissione del
reato, una persona dedita all'uso di sostanze stupefacenti
o psicotrope;
- se il fatto è stato
commesso da persona armata o travisata (cioè mascherata);
- se le sostanze
stupefacenti o psicotrope sono adulterate o commiste ad
altre in modo che ne risulti accentuata la potenzialità
lesiva;
- se l'offerta o la cessione
è finalizzata ad ottenere prestazioni sessuali da parte
di persona tossicodipendente;
- se l'offerta o la cessione
è effettuata all'interno o in prossimità di scuole di
ogni ordine o grado, comunità giovanili, caserme,
carceri, ospedali, strutture per la cura e la
riabilitazione dei tossicodipendenti;
- lo stesso aumento di pena
si applica se il colpevole per commettere il delitto o per
conseguirne per sé o per altri il profitto, il prezzo o
l'impunità ha fatto uso di armi.
- "Prevenzione e recupero
dei tossicodipendenti" (Titoli IX, X e XI). L'insieme di
tali norme costituisce un corpo legislativo talmente articolato
che a ragione si può ritenere che il principio informatore di
tutta la legge sia quello di annettere maggiore efficacia agli
interventi di prevenzione, trattamento e reinserimento rispetto a
quelli repressivi. In tale ottica vengono istituiti un insieme di
organi operanti nei settori informativo, educativo, di assistenza
medica e sociale.
Nel D.M. n° 186 del
1990 sono presentate le tabelle di classificazione delle sostanze
che rientrano nella categoria degli stupefacenti. Questi danno luogo a
diverse conseguenze penali secondo il livello di intossicazione e
dipendenza in grado di provocare nell'organismo. Per esempio, le pene
previste per lo spaccio possono arrivare fino ai venti anni per le
cosiddette droghe pesanti (eroina, cocaina, etc.) e sino a sei
qualora si tratti di droghe leggere (marijuana e hashish).
Nel nostro ordinamento anche la cessione a titolo gratuito è
considerato reato. Infatti è ritenuto "spacciatore"
chiunque pone in vendita, procura ad altri, vende, distribuisce o cede
(anche gratuitamente) sostanze stupefacenti o psicotrope per uso
personale non terapeutico.
La legge n. 162 del 1990 ha istituito presso il Ministero della
Sanità il Servizio centrale per le dipendenze da alcool e sostanze
stupefacenti o psicotrope. Il Servizio coordina e indirizza i programmi
e le politiche di intervento su tutto il territorio nazionale.
Qualche consiglio per le famiglie
I luoghi abitualmente
frequentati dai ragazzi (scuola, punti di ritrovo, discoteche, etc.)
possono rappresentare delle occasioni di incontro con le sostanze
stupefacenti.
E' importante che la famiglia presti una attenzione privilegiata ai
comportamenti del proprio figlio, soprattutto se lo vede particolarmente
introverso e chiuso al dialogo. L'adolescenza è una fase della crescita
individuale tendenzialmente a rischio in cui le frustrazioni mal
tollerate ed il sapore della trasgressione possono esporre ad esperienze
devianti.
"Accorgersi in tempo" significa riuscire ad intervenire
prima che il proprio figlio abbia assunto delle sostanze stupefacenti o,
quanto meno, prima che si instauri la dipendenza. Le droghe inducono dei
cambiamenti fisiologici (occhi arrossati, pupille dilatate o a
"capocchia di spillo", variazione nella sensibilità alla
luce, etc.) e comportamentali (difficoltà di ragionamento, eloquio
lento oppure eccitazione fisica e tendenza alla ipertattività) che
costituiscono dei segnali da non sottovalutare.
In generale, prestate molta attenzione al rientro dalle serate
con amici e soprattutto al ritorno dalla discoteca. Alcuni indicatori,
presenti anche a distanza di qualche ora, possono rilevare l'assunzione
di sostanze psicotrope:
- sonnolenza;
- lentezza nel ragionamento;
- torpore e annebbiamento mentale;
- senso di euforia,
"ridarella";
- estrema sensibilità per
l'ambiente circostante;
- senso del tempo dilatato,
linguaggio "pasticciato" con numerosi lapsus e difficoltà
a trovare le parole;
- grande difficoltà di memoria e
concentrazione con facilità a distrarsi;
- pupille molto strette o molto
dilatate secondo il tipo di sostanza assunta;
- senso di eccitazione generale con
ostentata sicurezza e buonumore, incapacità a stare fermo;
- bisogno di parlare senza avere
niente da dire e senza ascoltare ciò che dicono gli altri;
- difficoltà ad addormentarsi;
- inclinazione alla violenza,
prepotenza e sopraffazione.
In particolare,
secondo il tipo di sostanza assunta, si hanno i seguenti effetti
immediati:
- l'assunzione di oppio dà
origine inizialmente ad una alterazione dello stato di coscienza
unita ad euforia e, dopo qualche ora, innesca uno stato di
depressione, sonnolenza e possibili disturbi all'apparato
digerente e alla circolazione;
- anche la morfina dà luogo,
a minime dosi, a fenomeni di euforia, piacevole ebbrezza ed
alterazione dello stato di coscienza, mentre, a dosi più elevate,
produce annullamento della percezione del dolore e sonno profondo;
- l'eroina produce effetti
varianti, tra un assuntore e l'altro, ma sempre caratterizzati da
alternanza di stati euforici e depressivi, forte eccitazione e
passività, annullamento del dolore, sensazioni di calore e
rallentamento delle pulsazioni e della respirazione;
- il metadone è un potente
analgesico e induce una sintomatologia secondaria caratterizzata
da sonnolenza, stordimento, sudore, vertigini, pruriti, vomito,
etc.;
- i primi effetti dell'assunzione
della cocaina sono riconducibili ad una grande sensazione
di forza ed energia con riduzione della fatica, eccitazione e
verbosità, diminuzione del bisogno di cibo, euforia, minore
sensibilità alla fatica e al dolore, pupille dilatate ed
ipersensibilità alla luce. Dopo qualche ora subentra stanchezza,
sonnolenza e depressione;
- l'azione eccitante delle amfetamine
si manifesta con senso di eccitazione, potenziamento delle capacità
intellettive e della memoria, euforia, inappetenza e insonnia;
- il crack determina uno
stato di euforia, perdurante da due a venti minuti, con alternanti
sensazioni di depressione e delusione. Altri effetti sono
l'aumento del ritmo cardiaco e della pressione arteriosa,
allucinazioni, comportamenti aggressivi e violenti, mania suicida;
- gli effetti di barbiturici e
tranquillanti variano da un preparato all'altro. Sono comunque
caratterizzati da rilassamento, torpore, attenuazione del dolore
fisico e diminuzione delle inibizioni;
- ilarità e modificazione delle
percezioni visive ed uditive sono gli effetti immediati
dell'assunzione da L.S.D. "Viaggio psichedelico"
è chiamata l'impressionante esperienza che deriva dall'assunzione
della sostanza. Il "viaggio" che può durare sino ad 8h,
si articola generalmente in tre fasi distinte: quella della
partenza o "previaggio", quella propriamente
"allucinatoria", quella "depressiva" o del
ritorno:
- nella prima ora si possono
registrare fugaci allucinazioni e stati d'animo mutevoli;
- durante il "previaggio"
si determina spesso una fortissima ansia ed angoscia che può
sfociare anche in tentativi di suicidio;
- la fase
"allucinatoria" è caratterizzata da distorsioni
sensoriali, da alterazioni nella percezione delle forme, dei
colori e dei suoni e da depersonalizzazione. Tipiche sono le
false sensazioni di leggerezza del proprio corpo e di estrema
forza per cui il soggetto ha l'impressione di volare o la
convinzione di poter fermare, ad esempio, con la sola forza
fisica una autovettura in corsa;
- nell'ultima fase "del
ritorno" si ha una diminuzione improvvisa dei fenomeni
del periodo precedente con stordimento, sonnolenza,
disorientamento e forte depressione;
- gli effetti immediati dello
"spinello" da marijuana variano da un individuo
all'altro e sono caratterizzati da euforia, aumento della
sensibilità visiva ed uditiva, diminuzione delle inibizioni,
sensazioni di benessere, rilassamento e talvolta sonnolenza;
- anche l'assunzione di hashish
comporta euforia, diminuzione delle inibizioni, distorsioni
spazio-temporali, possibili allucinazioni, stati di eccitazione
seguiti poi da rilassamento e sonnolenza. A dosaggi elevati si
possono manifestare depersonalizzazione, disorientamento,
allucinazioni visive e uditive, confusione mentale e delirio;
- gli effetti dell'olio di
hashish sono simili a quelli provocati dall'hashish ma molto
più forti e intensi.
Se notate questi o
altri cambiamenti comportamentali, affrontate risolutamente con vostro
figlio il problema della droga in modo fermo e sicuro, senza aver paura
di scoprire "il peggio".
Se vi confessa di aver iniziato a fare uso di sostanze stupefacenti:
- fatevi dire nel dettaglio il tipo
o i tipi di sostanza, la modalità e il numero di assunzioni.
Analizzate insieme a lui l'esperienza vissuta e le sensazioni
percepite;
- rivolgetevi a qualche professionista
esperto (medico di famiglia, psicologo, etc.) che abbia la
necessaria esperienza per potervi dare il primo aiuto e
indirizzarvi verso centri specializzati;
- riorganizzate con lui la
sua giornata, gli impegni, le attività e pretendete una maggiore
partecipazione alla vita della famiglia;
- cambiate la vita del nucleo
familiare, tendendo a mantenerla più unita sia nel quotidiano sia
nelle occasioni di svago, avendo cura di programmare con
attenzione le cose senza mai lasciare a disposizione momenti
vuoti;
- in altre parole, fate in modo che
non avverta il peso della solitudine;
- verificate costantemente le
sue dichiarazioni e affermazioni senza aver paura di sembrare
oppressivi o invadenti;
- riducete al minimo il suo denaro
personale con un attento controllo delle spese;
- informatevi sulle compagnie
che frequenta, soprattutto sui coetanei che sono stati coinvolti
nelle prime assunzioni di droga;
- entrate in contatto con i genitori
degli altri ragazzi coinvolti nel giro, informateli su cosa
siete venuti a conoscenza;
- non chiudetevi nell'isolamento di
una "vergogna inconfessabile" ma coinvolgete il
maggior numero possibile di persone nel recupero di vostro figlio,
creandogli attorno una rete sociale;
- approfondite la conoscenza del problema,
partecipando ad incontri o dibattiti e cercando di far tesoro di
esperienze simili di altri genitori;
- mostrate pazienza e fermezza
di fronte alle rimostranze di vostro figlio, anche se giudicherà
tutto questo assurdo e limitante per la sua libertà personale,
senza imporre nulla in modo autoritario, ma spiegando il perché
di ogni decisione presa.
Quando si è stabilita una condizione di tossicodipendenza, il
tipo di sostanza assunta dà luogo ad indicatori comportamentali
e fisiologici specifici:
- l'abuso di oppio provoca
tossicomania con forte deperimento (apatia e sonnolenza) ed
elevata dipendenza fisica;
- indicatori evidenti di dipendenza
da morfina sono: pupille contratte, sonnolenza,
inappetenza, nausea, cicatrizzazioni e/o indurimenti dovuti alle
iniezioni. L'abuso produce assuefazione e grave dipendenza fisica
e psichica. Il morfinomane, in crisi di astinenza, si presenta
pallido, inespressivo, con abbondante sudorazione, respirazione
affannosa, tremori, disturbi della parola, grave forma di
stitichezza, attacchi di febbre, etc.;
- gli stessi indicatori sono
visibili per la dipendenza da eroina. Il fenomeno della
assuefazione è rapido e la dipendenza fisica e psichica è
fortissima. La sindrome da astinenza, particolarmente dolorosa,
predispone il tossicomane ad atti inconsulti e violenti;
- la dipendenza da metadone dà
origine a vertigini, pupille contratte, polso e respirazione
rallentati;
- l'assunzione protratta di cocaina
induce un aspetto allucinato, tachicardia e cicatrizzazioni da
iniezioni. L'eccitazione del cocainomane è talvolta così elevata
che l'assuntore è costretto ad ingerire o ad iniettarsi un "deprimente-antagonista"
per ridurre gli effetti della sostanza;
- le amfetamine danno luogo
ad effetti simili all'abuso di cocaina: eccitazione, potenziamento
delle capacità intellettive e della memoria, annullamento delle
sensazioni di fame, di dolore e sforzo fisico e quali sintomi
secondari, tremori, irritabilità, loquacità ed ansietà. La
tolleranza è elevata e obbliga il tossicomane ad un costante
aumento delle dosi. La dipendenza psichica è fortissima e quella
fisica è atipica in quanto il consumatore deve sospenderne
periodicamente l'assunzione per qualche giorno. Durante
l'astinenza si manifestano disturbi (apatia, insonnia, depressione
e dolori muscolari) che cessano o si attenuano con l'assunzione di
sostanze ad effetti "antagonisti" (oppiacei o
depressivi) rispetto alle amfetamine;
- la dipendenza da crack si
manifesta con tachicardia e manie suicide. A differenza della
cocaina da cui deriva, il crack ha la pericolosa caratteristica di
provocare in tempi brevi grave dipendenza fisica e psichica;
- comportamento da ubriaco, polso e
respirazione rallentati e disturbi della coordinazione sono gli
indicatori di assuefazione a barbiturici e tranquillanti. I
primi danno luogo a una dipendenza fisica e psichica elevata che
si instaura solo dopo un uso intenso e prolungato. La
"sindrome da astinenza", simile a quella da oppiacei, è
caratterizzata da ansia, tremori, contrazioni muscolari
involontarie, vertigini, nausea e vomito. L'intossicazione
cronica, che ha effetti poco evidenti, comporta nel tempo lesioni
epatiche e renali; quella acuta può sfociare in uno stato di coma
con possibili esiti letali per arresto respiratorio e/o
insufficienza renale. L'abuso di tranquillanti produce dipendenza
fisica e psichica, quest'ultima particolarmente accentuata.
L'intossicazione cronica si manifesta con ricorrente sonnolenza,
minore lucidità mentale e difficoltà di concentrazione; quella
acuta determina gravi alterazioni della personalità, profonda
depressione, difficoltà respiratorie ed anche coma e morte;
- indicatori dell'abuso da L.S.D.
sono depersonalizzazione, aggressività, incoerenza linguistica e
dilatazione pupillare;
- la marijuana, l'hashish e
l'olio di hashish non inducono segni fisici di intossicazione,
nel senso che non danno dipendenza fisica e quindi non provocano
neanche una sintomatologia da "sindrome di astinenza".
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