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Curitiba, 3 Novembre
2007
Carissimi tutti,
come state? Spero bene.
È un po’ che non ci
sentiamo, ma vi assicuro che non è per cattiva volontà , ma alle volte
le cose sono talmente tante che si rimanda sempre al giorno dopo e così
il tempo passa... Ma oggi, eccomi qui con penna e calamaio, come si
diceva una volta. Oggi, vi voglio far partecipi della quotidianità
della mia vita e così... cominciamo con ordine.
Sveglia alle ore 6
circa e dopo essermi preparata e aver pregato le lodi mattutine eccomi
in macchina per raggiungere il Centro Professionale e poi Piraquara.
(Sapete che da febbraio sono inserita nella Parrocchia gestita dai padri
Saveriani e ciò mi permette di ritemprarmi alla Luce della Comunità
ecclesiale e della Spiritualità Saveriana).
Arrivo alle 8 circa al
Centro Professionale, dove coordino un progetto per Adolescenti che
abitano in case di accoglienza. La finalità di questo progetto è
quella di sostenerli nel cammino dell’autonomia insegnando loro un
lavoro che possa dare la possibilità di mantenersi quando usciranno
dalla casa. Sono adolescenti con alle spalle spesso storie di abbandono
e violenza, in quanto per ragioni vari sono stati o abbandonati da
piccoli o tolti alle famiglie, dal giudice.
Il programma si svolge
in tre tappe. La Prima è di preparazione e accoglienza dove si svolgono
attività di carattere artistico-culturale con il sostegno psicologico,
sociale e spirituale. Il perno di questa prima fase è l’ascolto! L’equipe
di lavoro è costituita oltre cha da me, da una psicologa, da una
assistente sociale, da un educatore e da un gruppo di insegnanti delle
varie aree: teatro, musica ecologia, danza, informatica, sport.
La Seconda tappa
consiste nell’insegnare un vero e proprio lavoro a partire dai
loro interessi. Questa tappa inizierà il prossimo anno e consiste
nell’inserimento nei vari corsi professionali nel Nostro centro di
Curitiba assecondando gli interessi di ognuno. E poi, la Terza tappa,
l’inserimento e l’accompagnamento nel mondo del lavoro.
Questo primo gruppo è
formato da 32 adolescenti. E il progetto ne prevede un numero sempre
maggiore.
Così riprendendo la
mia giornata..., dopo aver incontrato Berenice, Psicologa, Adriana, Ass.
Sociale e Valtemiro, l’Educatore e conversato a riguardo del progetto
e di situazioni che si verificano, riparto per Piraquara.
In cosa consiste la mia
presenza in Piraquara? Dicono che sono Coordinatrice, ossia responsabile
di quella visione d’insieme del Progetto, affinché tutti i programmi
esistenti si integrino sempre più in funzione della realizzazione
dell’Obiettivo del Centro di Promozione Umana che è la promozione
umana integrale della donna a partire sempre da un obiettivo molto
concreto, trovare cammini di auto sostentabilità. In poche parole, sul
mio tavolo arrivano tutte le gioie e i dolori, le fatiche e le speranze
e io cerco nel dialogo con tutte le parti di trovare cammini possibili e
soluzioni probabili. Infatti, la forza di questo progetto è il
continuo dialogo e una gestione in equipe, in quanto la complessità
della realtà lo richiede. E così è quotidiana la riunione con Suor
Luisa e Carmen per affrontare situazioni di emergenza riguardanti spesso
e soprattutto situazioni di grande disagio: giovedì per esempio si è
presentata una mamma con i suoi due piccoli bambini e ... alcuni
sacchetti di plastica con i pochi vestiti... in cerca d’aiuto, fuggita
dalle sevizie del marito..., che
fare?
Oppure veniamo a sapere
che il figlio di diciassette anni di una nostra alunna è stato ucciso a
causa della droga e così via...
Oltre alla gestione
ordinaria delle cose ogni giorno siamo sommersi da situazioni
emergenziali e la nostra Task force della solidarietà si mette in moto.
Visita in casa, coinvolgimento degli organi pubblici...?! (qui si apre
un capitolo molto doloroso, perchè spesso gli organi pubblici non sono
in grado di trovare soluzioni a corto passo e emergenziali) e dove non
si trovano soluzioni, Rete Speranza interviene con l’ascolto prima di
tutto, per trovare insieme alla persona le soluzioni possibili. Ricerca
di parenti prossimi, cesta di alimenti per l’emergenza cibo, cure
mediche anche private là dove non è possibile aspettare la Mutua,
ecc...
Ogni giorno arrivano
situazioni che ci e mi interpellano e non ci lasciano dormire
tranquilli..., perchè il dolore che incontriamo è così vicino, è il
freddo dell’ingiustizia e ha un volto umano, si chiama Maria, Aline,
Franciele, ecc..., tutte persone buone che la vita ha posto in
situazioni difficili e che vedono in noi una mano amica. Cinquantamila
in una favela non sono pochi e noi ci occupiamo di un gruppetto per
volta e quando riusciamo ad ascoltare o a individuare insieme una
possibile direzione nuova alle loro necessità, il sorriso dell’Amore
si spalanca sui loro visi e così il mio cuore si riempie di gioia e si
sente tutta la felicità di questo mondo.
Veramente stare coi
poveri mi rende felice!
Graças a Deus non ci
sono solo emergenze, ma anche la quotidianità delle nostre attività.
Oltre ai corsi di
taglio e cucito, panificazione, manicure, pedicure, parrucchiera e
artigianato, continuano gli incontri di formazione umana. Igiene e
salute, sull’uso appropriato delle erbe medicinali, sulla salute della
donna, sull’economia solidale, sul come organizzare una fiera di
prodotti, una piccola impresa domestica, e il nostro Centro Benessere?
Funziona a pieno ritmo, psicologia, massaggi, servizio sociale, ecc...
La forza del nostro
progetto come dicevo si basa sul continuo dialogo e aggiungo ora,
sull’ ascolto. I poveri hanno in se la loro soluzione, gridano in
maniera stridente il loro bisogno di una casa, di una assistenza
sanitaria adeguata, di una scuola degna di un futuro migliore per i
figli.
Purtroppo, molto spesso
le istituzioni tentano di tamponare con ... l’assistenzialismo nemico
della Promozione umana mentre l’ascolto ci fa sentire tutti fratelli,
Figli dello stesso Padre, con gli stessi diritti e doveri... ci permette
di inchinarci eliminando quella distanza che impedisce all’ altro di
risollevarsi.
Alle volte sento vero
il miracolo di Pietro, quando dice al paralitico: Non ho nè oro nè
argento, ma in nome di Gesù alzati e cammina.
In questi anni di
Missione ho scoperto che questo è l’unico modo che da frutto, essere
una mano piena di Speranza per chi non ha mai potuto sentire dentro di sè
questo sentimento così divino.
Sì, li a Piraquara
abbiamo inaugurato la terapia della Tenerezza, dell’abbraccio
accogliente. Spesso mi ritrovo ad abbracciare chi entra dal portone
con tutta la sua carica di umanità e in quel abbraccio sento tutta la
presenza del Sacro, di Dio. E la mia felicità raggiunge le stelle.
Chi ci separerà dall’Amore di Cristo?.... In quel abbraccio si
abbraccia il dolore di Cristo che continua presente nell’umanità
redenta e chiede a noi di donare il calore della Resurrezione.
E la Pasqua del Signore
entra nei cuori e molti chiedono un cammino di Riconciliazione, una
nuova riscoperta della Fede, l’incontro
con il sacerdote, la catechesi...
Ecco, la mia giornata
è questa, passa veloce fra ascolto, incontri, visite in famiglia,
organizzazione di eventi vari e poi riunioni, riunioni e riunioni.
Poi, ogni mese
organizziamo un giorno di festa, di celebrazione della Vita, dalla festa
del CPH, alla festa della Donna, alla festa della Pasqua a quella dei
Bambini, a quella della Mamma, della Ecologia, ogni mese una festa
diversa...
Il CPH è un luogo
allegro, rallegrato dalla vita che rinasce quotidianamente, dalla
presenza dei bambini e ora da un bel gruppetto di adolescenti che ci
chiedono insistentemente di fare qualcosa per loro, di non lasciarli
sulla strada. Sono per ora venti ragazzi, che tutti i pomeriggi si
presentano da noi e così grazie anche a Rino un volontario arrivato
dall’Italia e che sta decidendo di trascorrere due anni con noi,
abbiamo allestito alcune attività artistiche, in vista forse di un
altro progetto che stiamo studiando apposta per loro e che si chiamerà
Centro Culturale Rete Speranza. Di questo ve ne parlerò più avanti
quando sarà pronto il progetto...
Avevo iniziato col
parlarvi della mia giornata e così la riprendo, perchè arrivano in un
baleno le 5 del pomeriggio e una parte importante della giornata si
conclude, pronti per ritornare verso casa, passando per il Centro
Professionale...
Poi, la Parrocchia, il
mio graduale inserimento, le mie nuove relazioni, la catechesi al
sabato, il servizio all’Eucarestia, distribuendola durante le
Celebrazioni o portandola ai malati, gli Incontri vari, ma
soprattutto... la Messa.
Quando è possibile
partecipare alla Messa quotidiana tutte le ansie e le fatiche della
Giornata si dileguano perché quell’altare della Celebrazione è
pronto per essere allestito delle nostre Croci piccole e grandi e la
Vita diventa un camminare con Lui sulle strade della nostra quotidianità,
con tutti i nostri limiti e le nostre infedeltà, ma tutto con Lui, che
ci accoglie continuamente, perchè senza di Lui non possiamo far niente.
Quando distribuisco
l’Eucarestia a chi si accosta o la porto a qualche ammalato, vi
confesso che mi tremano le gambe per il dono che mi è concesso. Nel
donare agli altri quel Corpo di Cristo sta il senso vero e ultimo della
mia Vita, perchè Lui è il bene e il dono supremo dell’Umanità.
Infine, finalmente, a
casa, guardo l’orologio, alle volte sono le 19 altre volte le 20 o più
tardi.
Ripenso alla giornata e
mi vengono agli occhi della mente tutti gli affetti che ho lasciato, la
mia Famiglia, il Laicato Saveriano, la mia Parrocchia, don Vittorio, il
gruppo Missionario, la Marina in Camerum, Rete Speranza, gli amici.
Ripasso come in un film i volti di molti..., dopotutto sono solo
Serva...
Prego il Signore perché
incarni in me sempre più questa parola, ... solo Serva...
E così si chiude il
sipario, domani, un altro giorno... . Domani ... riuscirò forse a
scrivere... speriamo..., ma aldilà delle parole, rimane il Cuor solo e
un’anima sola, del nostro sentirci Chiesa.
Così con questo
spirito mando un abbraccio a tutti voi, soprattutto a don Vittorio che
ricordo sempre con molta gratitudine.
Un grazie a tutti voi
per l’aiuto e le preghiere.
Graziella Colombo
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