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Curitiba, 25 Gennaio
2009
Discepoli e
Missionari
Carissimi amici,
in questi 12 anni di
Missione in Brasile ho scoperto quanto Dio ami il Suo popolo e ciascuno
di noi, al punto che ci vuole suoi collaboratori perché tutti i popoli
possano sedere al banchetto della Vita.
Ogni giorno, mi
confronto con situazioni drammatiche, con Franciele, scacciata di casa
con i suoi due bambini e che si presenta a noi per chiedere aiuto.
Mariana, una mamma con
problemi mentali, abbandonata in una catapecchia della favela ed ora,
portata da noi, recuperata alla Vita e alla salute perché può stare
col suo ultimo bambino, che è la sua gioia.
I molti adolescenti che
passano da noi, abituati a vivere sulla strada in situazioni di alto
rischio, persi nelle mani di trafficanti senza scrupoli e capaci solo
del linguaggio della violenza, senza for-za di credere e sperare nella
Vita e che si sciolgono nel pianto per un bicchiere d’ acqua, un
sorri-so offerto con amore o per un abbraccio accogliente che trasmette
la Tenerezza di Dio.
Sì, Dio ESISTE, io l’ho
incontrato, vuole aver bisogno di noi per arrivare all’Uomo, ma anche
Noi abbiamo bisogno degli altri, dei poveri, dei piccoli, degli
indifesi, di chi non ha voce, dei senza vol-to, dei bambini nati o non
ancora nati, dei nostri fratelli che soffrono, per arrivare A DIO!
Sì, perché Dio esiste
davvero e si fa incontrare … se lo cerchiamo dove Egli sta.
Infine, vi lascio l’
appello della giovane Chiesa dell’ America Latina, che attraverso la
Conferenza dei suoi vescovi, a cui ha partecipato anche il Papa,
svoltasi nel 2007 nella città di Aparecida, do-ve si trova il Santuario
della Madonna patrona del Brasile, ci invita a riscoprire la nostra
identità di Discepoli e Missionari.
Due sfide piene di
significato che in ogni Battezzato devono camminare insieme e che ci
possono dare la chiave di lettura della realtà complessa di oggi.
Discepoli e Missionari
perché come Chiesa, come comunità possiamo oggi recuperare nel mondo
la Voce Profetica del Vangelo della Testimonianza dell’ Amore.
Ringrazio quindi il
Signore per questa mia esperienza tanto gratificante, che dà senso alla
mia vi-ta. E ringrazio tutti voi che mi state vicini con la preghiera e
la solidarietà.
Certamente Dio non
poteva essere più buono e generoso con me.
Vi porto nel cuore.
Graziella Colombo
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