|

|
Il
Parco |
 |
- Gestore: Consorzio
Parco delle Groane
Consorzio tra il Comune di Milano, la Provincia di Milano e
i Comuni interessati (Arese, Barlassina, Bollate, Bovisio
Masciago, Ceriano Laghetto, Cesano Maderno, Cesate,
Cogliate, Garbagnate Milanese, Lazzate, Lentate sul Seveso,
Limbiate, Misinto, Senago, Seveso, Solaro.)
- Sede: via della
Polveriera, 2 - 20020 Solaro (MI)
- Tel: 029698141
(attivo anche nei festivi con il volontariato)
- Fax: 0296790196
- Superficie: 3.445 ha
- Altimetria: h min 160
m slm - h max 262 m slm
- Province: Milano
- Istituzione: 1976
|
| |
Il Parco delle Groane è una area protetta regionale che si
estende per oltre 3.400 ettari all'interno della grande
metropoli nord milanese.Tra case, palazzi e industrie
sopravvivono, protetti, gli ultimi boschi di grandi querce e
svettanti pini silvestri; vaste lande di brughiera si colorano
dell'intensa fioritura della calluna a fine estate; vecchie
rovine di fornaci segnano il paesaggio con il loro muri i
mattoni; antiche ville patrizie segnano con i loro giardini il
paesaggio di un tempo che fu.
Il Parco Regionale è stato
istituito nel 1976, per forte volontà dei Comuni e della
Regione Lombardia, e dal 1984 dispone di un piano territoriale
che disciplina l'uso delle aree, in armonia fra conservazione
della natura, agricoltura e turismo. Le riserve naturali che vi
sono incluse rappresentano siti di interesse comunitario. Tutto
questo dentro la città, fra il brulicare del traffico e delle
attività in continuo fermento.
Il Parco delle Groane è
gestito da un Consorzio fra i Comuni e la Provincia di Milano.
Il Consorzio acquista i terreni del Parco, rimboschisce le aree
nude, migliora i boschi, tutela la natura. In questo ambiente
scampato alla urbanizzazione, il Consorzio Parco Groane ha
realizzato una rete di piste ciclabili, che consentono di
immergersi nel verde, senza allontanarsi dalla città.
|
|
Le quercete
sono i boschi più maturi del parco, con le loro possenti farnie
e roveri, a cui si alternano le betulle, gli aceri, i carpini
bianchi, e negli angoli più freschi, i frassini, qui vive la
fauna più interessante: la volpe, lo scoiattolo, il picchio
rosso maggiore, il ghiro, il gheppio, il gufo comune e tanti
altri animali, che, con pazienza e tranquillità, si potranno
vedere. |
|
Le brughiere
sono vaste praterie, caratterizzate da un piccolo arbusto, il
brugo o calluna, un'erica che a fine agosto esplode in
rigogliose fioriture rosate; assieme ad essa si trovano
splendidi fiori come la genziana pneumonante i il ranuncolo, il
raro salice rosmarinifoglia, giovani betulle e, nei ristagni
d'acqua, acuminati giunchi e la elegante tifa. Nel Parco
sopravvivono le ultime brughiere del milanese, a Castellazzo,
nei Boschi di Cesate, a Cà del Re e all'Altipiano di Seveso. |
| |
Le pinete
sono radi boschi di pino silvestre, soprattutto a Cesate,
impiantati dai forestali del XVIII secolo: i tecnici di
MariaTeresa d'Austria speravano di riuscire a dominare il
difficile terreno argilloso con questa specie frugale e rustica.
Di fatto la pineta ha attecchito ma vive in condizioni estreme
di areale, e le piante oltre i vent'anni non si sviluppano più,
e col tempo finiscono con i deperire. Gradatamente, al loro
posto si insedia il bosco di querce. |
|
La fauna
I boschi del Parco sono popolati da numerosi mammiferi e
uccelli, alcuni anche rari.
Con pazienza, si può scorgere lo scoiattolo, la donnola, la
volpe; e poi il picchio rosso maggiore quello verde, l'upupa, le
cince, i fringuelli, l'airone cenerino, il raro tarabusino; tra
i rapaci diurni è comune la poiana e il gheppio, mentre
nidifica il raro falco pecchiaiolo. Di notte il parco è
territorio del gufo comune, dell'allocco e dell civette. Nelle
polle d'acqua numerosi e pregiati sono gli anfibi: la rana di
lataste, la rana dalmatina e quella verde, il raro tritone
crestato. |
|
|
|