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Benvenuti
nella rubrica di macherio.net dedicata alle "meteoropatie"
ovvero dell'influenza che il tempo ha su diverse patologie fisiche e
psichiche.
Questa
rubrica verrà sviluppata e arricchita da periodici aggiornamenti.
Introduzione
alle meteoropatie
Si
parla sempre più spesso di meteoropatie o, comunque, della relazione
tra il tempo meteorologico e la salute.
E’ sicuro che il tempo ci condizioni; consapevolmente o meno le nostre
attività quotidiane, lavorative o di diporto, sono influenzate dalle
condizioni climatiche.
Il semplice approccio psico-emotivo alla giornata che stiamo per vivere
dipende spesso dalla gradevolezza del tempo, che modula la nostra
sensazione di benessere.
E’ aumentata la consapevolezza di ciò; ne consegue che l’interesse
per la meteorologia e la climatologia aumentino al fine non solo di
prevedere, ma anche di assumere quegli atteggiamenti capaci di sfruttare
gli effetti potenzialmente positivi di un mutamento del tempo, così
come di contrastare quelli negativi.
Il tempo meteorologico ha concorso a determinare il mondo così come
oggi ci appare; le caratteristiche somatiche delle etnie, l’ambiente,
così come la stessa storia dell’umanità.
Non possiamo pensare, quindi, che non interferisca con il nostro
benessere. La sensibilità al tempo è da rapportarsi a due fattori: una
legata al sesso, alla razza, all’età, a patologie in atto e,
l’altra, alle caratteristiche del clima che stiamo vivendo.
In particolare quelli che più facilmente condizionano le meteoropatie
sono quelli caratterizzati da spiccata variabilità e mutevolezza. In
questi casi il sistema termoregolatore è frequentemente sollecitato, ed
è più facile aspettarsi, in persone sensibili, cedimenti dello stesso
sistema.
A tale proposito, nella prossima occasione, si parlerà della stagione
mutevole per eccellenza, la primavera, e delle meteoropatie che si
possono evidenziare.
Biometeorologia
della Bora
La bora è un vento molto freddo che
soffia relativamente secco in Valpadana e molto più umido sulle regioni
adriatiche. Proviene da nord-est e cioè dalle gelide pianure
dell’Europa orientale con raffiche anche superiori ai 100 km/h, in
modo particolare durante la stagione invernale e agli inizi della
primavera.
Reca con se freddo sul Nord Italia con annuvolamenti sparsi e nevicate
anche abbondanti, sull’Emilia Romagna, le Marche e l’Abruzzo. che
possono perdurare anche qualche giorno, in modo particolare se
contemporaneamente si forma una zona di bassa pressione sul medio o
basso Tirreno.
Disturbi causati dalla Bora
Sollecita molto i nervi, i tendini e i
muscoli e pertanto colpisce con dolori nevralgici e mialgici tutti quei
soggetti sofferenti di artropatie, in modo particolare gli anziani
affetti da osteoartrosi diffusa.
Trattandosi di un vento freddo provoca vasocostrizione, per cui
determina disturbi alla circolazione aggravando eventuali patologie
cardiovascolari soprattutto nelle persone di oltre 60 anni afflitte da
cardiopatie scompensate (coronaropatie).
Altra caratteristica della bora e di risvegliare le cefalee,
specialmente quelle muscolo tensive, con aggravamenti che possono
perdurare per molti giorni.
Prevenzione
La prevenzione della sintomatologia da
Bora si attua prevalentemente con l’uso di qualche Fans, seppure in
piccole dosi, per non alterare la mucosa gastrica o la funzionalità
epatica.
Durante il vento di Bora è molto
utile, specie durante i mesi invernali, usare indumenti pesanti, in modo
particolare agli arti inferiori, per non causare pericolo di alterazioni
circolatorie, dovute alla vasocostrizione, piuttosto più la temperatura
è bassa.
Ancora proteggere sempre l’albero
respiratorio cercando di respirare sempre attraverso il naso e non con
la bocca. L’aria piuttosto fredda e secca della Bora deve prima
passare sempre per il naso per essere riscaldata ed umidificata.
Se passa prima per la bocca giunge
subito in faringe e laringe, come è ovvio, non riscaldata né
umidificata e pertanto provoca noiose e prolungate infiammazioni che
poi, se non curate a dovere, possono scendere in trachea, nei bronchi ed
in qualche caso perfino nei polmoni.
Biometeorologia
del Fohen
Il foehn in Valpadana si presenta
spesso durante tutto l’anno, sebbene sia maggiormente presente nella
stagione primaverile, specie in Piemonte e Lombardia, meno nel Veneto.
Il foehn è un vento mite e tiepido, anche durante la stagione
invernale, molto secco, accompagnato da grande trasparenza dell'aria, da
cielo limpidissimo e sereno, umidità relativa molto bassa. Tutte
condizioni che favoriscono una grande evaporazione, con conseguente
pericolo di disidratazione dell'organismo, ed anche una forte
ionizzazione negativa dell'aria con notevole potenziale elettrico, che
provoca scariche di energia elettrostatica a livello cutaneo, specie se
si indossano indumenti in materiale sintetico.
Questo vento salendo lungo i pendii
delle catena alpina, si condensa e scarica in pioggia o neve tutto il
suo contenuto in vapore acqueo nel versante sopravento, per cui, quando
inizia la massa d'aria inizia sua discesa sul versante opposto, si
riscalda per compressione e diventa molto secca, a volte con percentuale
di umidità relativa perfino al di sotto del 10%.
Disturbi causati dal Foehn
La sintomatologia caratteristica del
foehn si evidenzia con:
spossatezza generale con notevole
astenia neuro-o-muscolare;
caduta dei valori pressori, nei soggetti non ipertesi, in modo
particolare nei valori massimi;
poliuria, pollachiuria e disuria;
aumento dello stato di ansia e di tensione nervosa, con a volte attacchi
d'ansia generalizzati fino a veri e propri "attacchi di
panico";
precordialgie, palpitazioni, cardiopalmo, sensazione di ”respiro
corto”, in modo particolare nei soggetti ansiosi;
nevralgie diffuse, mialgie, tendinopatie, specie a livello del rachide
cervicale e lombo- sacrale;
sintomatologia dolorosa a livello gastrico o colecistico, nonché del
colon con riacutizzazione delle visceropatie spastiche di natura
recidivante;
diminuzione anche notevole dei poteri di attenzione e di concentrazione
ed in generale delle difese dell'organismo di fronte ai vari agenti
morbosi;
peggioramento delle sindromi depressive, in modo particolare quelle
endogene con conseguente aumento dei casi di suicidio;
aumento delle sindromi vasculopatiche cerebrali con pericolo di trombosi
od ictus;
aumento significativo degli episodi di angina, specie di tipo instabile;
aumento degli infarti miocardici e della morte improvvisa cardiaca;
aumento significativo del numero degli incidenti stradali e sul lavoro;
disidratazione spiccata negli anziani e nei neonati, con pelle secca e
calda ed episodi febbrili di una certa gravità.
Prevenzione
La prevenzione si attua con tutti i
mezzi a disposizione.
In modo particolare al primo avviso di
foehn iniziare a bere molta acqua, proprio per evitare la
disidratazione, oppure, in alternativa, succhi di frutta, bibite non
alcoliche, infusi di camomilla o di tiglio.
I diabetici cerchino in tutti i modi di
evitare bibite zuccherine.
I nefropatici devono comunque bere
molta acqua, ma a piccoli sorsi.
Evitare invece l’uso del caffè o del
thè, per il fatto che possono provocare insonnia nei soggetti
sensibili, già in stato di preallarme per il vento troppo secco.
Evitare l’uso di indumenti a base di
fibre acriliche oppure di nylon, per non accumulare, a livello
dell’epidermide, energia elettrostatica, che poi si scarica al buio in
belle scintille blu, quando si tolgono gli indumenti.
L’accumulo sulla pelle di energia
elettrostatica disturba il sistema neurovegetativo con accelerazione dei
battiti cardiaci, sensazione di “respiro corto”, testa pesante,
ansia ingravescente e spesso insonnia o risvegli frequenti.
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