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E' un Santo molto popolare (56
parrocchie al nord Italia e tre diocesi, sono a lui dedicate).
Cassiano era un insegnante di
fede cristiana martirizzato durante la persecuzione di
Diocleziano a Imola nel 304. Poco dopo l'editto di Milano (313)
i cristiani ottennero il diritto di professare la propria fede.
La venerazione di S. Cassiano si diffuse in Italia e anche oltre
i confini raggiungendo Sabiona, Bressanone e attorno all'875
anche Ratisbona dove si trova la chiesa più settentrionale a
lui dedicata.
Sul martirio di S. Cassiano non
esiste alcun atto ufficiale, ma disponiamo di una antichissima
testimonianza. Nel suo Peristephanon (delle corone della
vittoria) il poeta cristiano di origine spagnola Aurelio
Prudenzio (circa 400 D. C.) descrive il martirio del Santo, un
insegnante di stenografia proveniente da Roma.
A Imola Prudenzio trova un
sarcofago su cui sono raffigurati degli scolari che con stiletti
acuminati tormentano a morte il loro maestro. Prudenzio ne
rimane profondamente scosso: un uomo ucciso non per il decreto
di un tribunale, non per il lavoro di un carnefice, ma per la
mano dei suoi alunni a cui aveva dedicato tempo, passione e
cuore.
Pietro Grisologo, originario di
Imola e Vescovo di Ravenna fra il 437 e il 449 esprime il
desiderio di essere sepolto nella sua città natale accanto a S.
Cassiano.
Del culto di S. Cassiano già
nel 5° e 6° secolo rendono testimonianza i mosaici di Ravenna
e Aquileia che raffigurano S. Cassiano assieme ad altri Santi.
S. Cassiano è patrono di
avvocati, degli insegnanti e degli scolari. Nel 1925 Pio XII lo
elevò a patrono degli stenografi.
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