|
Ottobre 2008 - Festa dell’oratorio, è
tempo di ricominciare. Nel suo messaggio per l’occasione
l’arcivescovo Tettamanzi ha esortato le strutture
ambrosiane ad “allungare il passo”, «mostrandosi
particolarmente attenti verso gli ambiti di vita che
coinvolgono i ragazzi e le loro famiglie e condividendo la
percezione che molti hanno nella nostra società italiana di
una certa “emergenza educativa”» , che, come ha
sottolineato il Papa in un messaggio rivolto ai vescovi
italiani, «per i nostri sacerdoti, per i catechisti e per
l’intera comunità cristiana assume un volto ben preciso:
quello della trasmissione della fede alle nuove generazioni».
Tutte le persone impegnate
a vario titolo in oratorio, ha detto ancora il cardinal
Tettamanzi, «sono dunque gli interpreti sapienti e i
coraggiosi testimoni di ciò che Gesù ha spiegato un giorno
con la parabola del Seminatore (Lc 8,4-15) che ho
posto quest’anno come sfondo a tutto il Percorso pastorale
diocesano. Tutti saremo costantemente proiettati tra la
fatica della semina e la paziente attesa che la parola di Dio
frutti cento volte tanto nella vita delle giovani
generazioni che ci sono affidate».
In questo quadro di mutate
condizioni sociali, l’oratorio deve dunque inserirsi
rinnovandosi. Sono tante le novità che in questi ultimi
anni stanno investendo, come un ciclone positivo, la pastorale
giovanile e gli oratori. Il punto di partenza sono state
alcune difficoltà oggettive, come il calo progressivo del
numero di sacerdoti.
Così, oggi si parla di
Unità di pastorale giovanile (Upg): non solo la risposta
a una sorta di “crisi”, ma una bella opportunità per
valorizzare un grande patrimonio. Gli oratori, infatti,
stanno cambiando pelle ma continuano a godere di ottima salute
e ad essere un punto fermo nella strategia educativa della
Chiesa ambrosiana.
Tra le principali novità
di questa piccola rivoluzione, il rafforzamento della figura
dei responsabili laici: laddove non sarà più presente un
prete in ogni oratorio, sarà il direttore laico a
garantire la gestione ordinaria della struttura, ovviamente
non da solo, ma inserito all’interno di una équipe
di pastorale giovanile di cui faranno parte i responsabili
degli altri oratori e naturalmente un sacerdote, con un
ruolo non necessariamente di coordinatore, ma soprattutto
spirituale, sacramentale, formativo ed educativo.
Si tratterà di cambiamenti
graduali, che non marceranno di pari passo in tutti i
territori, ma che certo chiamano in causa e richiedono
l’impegno e l’attenzione di tutti i fedeli impegnati
in oratorio in questo anno che inizia.
-- Messaggio
dell'Arcivescovo --
-- Sussidi
e approfondimenti --
|