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L'OTTOCENTO
A MACHERIO
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attraverso
i documenti
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Questa
pagina è la riproduzione della mostra allestita nel Novembre/Dicembre
1982 dal titolo: "L'Ottocento a Macherio attraverso i
documenti". I documenti originali riprodotti preceduti dal commento
alle diapositive proiettate nell'ambito della mostra provengono in
prevalenza dall'archivio comunale e sono stati recuperati, annotati e
fotografati dal comitato di redazione de "IL
PAESE", mensile di informazione e dibattito di Macherio.
Agli inizi dell'800
l'Italia appariva, secondo una battuta ostile ma vera, una semplice
"espressione geografica", divisa in tanti staterelli per lo più
assoggetati a potenze straniere. Il Comune di Macherio - o la Comune,
come spesso si usava scrivere - faceva parte del regno Lombardo/Veneto (DOCUMENTI)
di (proprietà) dell'impero austriaco dopo la sconfitta di Napoleone nel
1814. Contava meno di mille abitanti, residenti soprattutto al centro
(strada dell'Addolorata, attuale via Roma) oltre che nelle cascine di
Bareggia, Maldura, Torrette, Pedresse, Belevedere (DOCUMENTI).
la viabilità era assai ridotta: secondo una classificazione che risale
al 1782 e che resisterà fin quasi alla fine del secolo, le strade
comunali erano cinque (DOCUMENTI).
La prima, detta "Il campo delle Noci" (o Sentiero delle Valli)
dal centro portava a Bareggia non secondo l'andamento odierno ma più
all'interno. La seconda corrispondeva al Viale Regina Margherita. La
terza, chiamata (Il Stradone) per la sua decisiva importanza, legava
Sovico a Biassono (oggi: Via Italia e Via Milano). La quarta, S.
Cassiano, dal centro percorreva la prima parte della futura via Visconti
per svoltare verso il cimitero. L'ultima, la strada delle Cento
Pertiche, da Sovico si snodava fino al ponte della Canonica. Questi
macheriesi vivevano quasi esclusivamente del lavoro dei campi, di cui
per altro erano prorietarie poche famiglie: I Visconti su tutti, ma
anche i Verri (DOCUMENTI)
ai confini con Biassono, I belgioioso e i Greppi (DOCUMENTI)
verso Bareggia, i Maggi (DOCUMENTI)
e i Taverna (DOCUMENTI)
nell'area Belevedere/Canonica. La produzione industriale era
sconosciuta, la ferrovia di là da venire, i diritti sociali un termine
con scarso significato: ilpotere politico e amministrativo era
saldamente in mano a coloro che detenevano pure il potere economico e
culturale e che facevano parte del convocato generale. I nomi dei
deputati all'estimo e dei revisore dei conti del''anno 1816 (DOCUMENTI)
la dicono lunga: il signor Visconti don Giovanni Battista il signor
Verri conte Gabriele minore sooto la tutela della di lui ved. madre
Contessa Donna Vicenza Melzi, il signor Carl'Ambrogio Maggi, il signor
Bosisio Defendente (ragioniere, proprietario in quel di Pedresse). Le
loro decisioni riguaradano soprattutto l'adeguamento o la costruzione di
strade più comode un minimo di assistenza ai (poveri miserabili), che
in assenza di mutue e pensioni non mancavano il pagamento dei pochissimi
dipendenti comunali (1 messo, 1 levatrice, 1 seppellitore e qualche ora
del medico e segretario). Non si può, quindi, parlare di partecipazione
dei macheriesi alla vita amministrativa; del resto la gravità dei
problemi quotidiani lasciava ben poco spazio ad altri interessi. Non
erano tempi, certo, di comodità: la prima lampadina elettrica sarà
costruita da Edison solo nel 1879, l'automobile farà la sua comparsa a
cavallod ei due secoli, contemporaneamente a un'altra meraviglia
"Il cinematografo", gli elettrodomestici appartengono al mondo
della fantascienza. perfino un bene indispensabile come l'acqua
non è agevole da procurare per lavere occorre recarsi alle foppe almeno
fino alla costruzione del lavatoio (DOCUMENTI);
l'acqua potabile, per chi non possiede un pozzo privato, va attinte
all'unico pozzo comunale (DOCUMENTI).
Il compenso, il Lambro si presta a salutari nuotate e con le sue
abbondanti acque soddisfa le necessità del molino delle monache e il
lusso della roggia del principe che scorre dal parco Visconti alla Villa
reale di Monza (DOCUMENTI).
La giornata però lascia poco tempo per le nuotate: ancora nel 1860 in
uno dei primissimi scioperi della storia, naturalmente illegale i
muratori di Torino rivendicano la riduzione della giornata a soli 12
ore. Del resto, il regolamento di polizia urbana adottato a Macherio nel
1871 (DOCUMENTI)
stabilisce che (i panettieri e i venditori di carna specialmente, ed i
generale i venditori di commestibili dovranno tenere i loro negozi
aperti in tutti i giorni dal levar del sole ad un'ora di notte.) e
ancora: (i panettieri, vermicellai, pizzicagnoli e simili; i
caffettieri, venditori di bevande, osti ecc, sono obbligati a tener
sufficientemente illuminato il loro negozio tanto di giorno che di
notte). Illuminazione non elettrica: il primo progetto di conduttura
elettrica aerea a uso privato sarà del 1896 (DOCUMENTI)
e riguarderà manco a dirlo la villa Visconti. Le strade incominciarono
a essere rischiarate nel 1980 con una lampada a petrolio (al crocicchio
formato dalle due strade interne del comune)(DOCUMENTI).
La maggior parte della popolazione non solo non conosce comodità, ma
vive in condizioni di vera e propria miseria. La deputazione comunale di
Macherio in lettera del 19 Marzo 1847 descrive così la situazione: "L'attuale
scarsità ed alterazione de prezzi de generi nonchè i cessati lavorej
massimi da tessitore, hanno reso viepiù maggiore l'indigenza giacchè
la massima parte già da qualche mese trovansi privi non solo di mezzi
necessari di vivere essi e la propria tenera figliuolanza, ma benanco
privi di lavorj, per cuj languiscono in un compassionevole e deplorevole
stato" (DOCUMENTI).
Si deve trattare di quasi tutti i macheriesi se ancora nel 1885
artigiani negozianti, professionisti, industriali e possidenti erano in
tutto meno di quaranta: 4 industriali tessili, 3 falegnami, 1 calzolaio,
1 sarto, 3 sacerdoti, 1 medico, ben 6 osti, 2 fruttivendoli, 2 prestinai,
1 merciaiolo, 2 licciardi, 8 possidenti. 8 tra osti, fruttivendoli, sono
anche (pizzicagnoli) cioè salumieri e formaggiari (DOCUMENTI).
In un piccolo paese come Macherio, per la mancanza di rapidi mezzi di
comunicazione e dei moderni strumenti informativi, i fatti che avvengono
qulche km più in là arrivano quando arrivano, tardi e poco
partecipati. Anche se sono fatti determinanti per il fututo del paese.
L'Italia è tutto un fermento: dopo i moti insurrezionali del 1831 di
Modena, Parma, in Romagna, Marche e Umbria e quelli ancora più diffusi
i fragorosi del '48 (tra cui, a Milano, le cinque giornate) il processo
per l'indipendenza e l'unificazione diventa inarrestabile. Molti
manifesti (DOCUMENTI)
portano anche ai Macheriesi notizie sulle battaglie tra austriaci da una
parte e franco-sardi dall'altra ordini e minaccie, inviti e proclami. Lo
stato di guerra aggrava la già poco allegra vita di allora: oltre che
il recare (offesa alla maestà sovrana o ai membri della casa imperiale)
e il diffondere (scritti o proclami rivoluzionarj), sono punibili
secondo le leggi militari anche le (dimostrazioni eccitanti, ed in
ispece il cantare in pubblico canzoni rivoluzionarie)(DOCUMENTI).
Alla guerra partecipano diversi macheriesi. Ne abbiamo una testimonianza
nell'elenco dei sussidi alle famiglie bisognose di 21 (difensori della
patria) datato 1886 (DOCUMENTI).
Ma finalmente la guerra termina, se pure a più riprese; Milano,
comunque, e tra le prime provincie ad essere liberata e riordinata
secondo lo statuto piemontese già il 1° febbraio del 1860 (DOCUMENTI),
viene eletta la nuove giunta municipale di Macherio (per la cronaca:
assessori sono Visconti duca Raimondo e Rivolta Leopoldo, supplenti
Rivolta Pietro e Casiraghi Felice) e viene nominato con decreto di
Vittorio Emanuale II re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme ecc...
primo sindaco l'ing. Tazzini Giacomo (DOCUMENTI).
Bisognerà aspettare molti anni per conoscere la libertà di scelta
elettorale fino al 1882 non poteva votare più del 2% della popolazione:
bisognava essere maschi compiuto 25 anni e pagare un'imposta di almeno
40 lire (per le elezioni comunali il censo stabilito di 5 lire ed erano
sufficienti 21 anni); i votanti in media risultarono la metà degli
aventi diritto. A Macherio, nel 1865 gli iscritti alla lista politica
erano 2 su 1400 abitanti; nel '73 divennero 5, mentre per le elezioni
comunali avevano diritto al voto in 32; nel '82 9 gli iscritti alla
lista politica, 38 alla amministrativa (DOCUMENTI).
Con la riforma dell'82 gli elettori triplicarono, a causa soprattutto
dell'alleggerimento del criterio del censo e non ci furono grandi
cambiamenti fino alla riforma Giolittiana del 1813. Ma occorre attendere
fino al 1946 con la caduta del fascismo per vedere anche le donne
recarsi alle urne. La nuova macchina amministrativa stenta alquanto a
mettersi in moto: alle grosse difficoltà causate dal sempre più
evidente squilibrio tra nord e sud, dal pericolo del brigantaggio (DOCUMENTI),
dai rapporti tesissimi con la chiesa (DOCUMENTI)
che non ha riconosciuto il regno d'Italia, dalla impopolarità di leggi
come la leva obbligatoria, dalla necessità di reperire fondi per i
debiti di guerra dal triste fenomeno dell'emigrazione, si aggiungono
gravi problemi culturali e sanitari. L'obbligo scolastico per la legge
Casati del 1859, riguarda solo il primo biennio elementare e la
frequenza è assai bassa, specialmente quando i campi reclamano
l'intervento anche delle mani dei bambini. Nel 1861 nel centro-nord
l'analfabetismo colpisce il 67% della popolazione nel sud si raggiungono
punte del 90%. L'istruzione approssimativa: nel 1865 l'ispettore
scolastico scrive che scuole come quella di Macherio (è meglio che
stiano chiuse)(DOCUMENTI)
e nel 1869 il consiglio provinciale rimbrotta il comune di Macherio per
non aver aperto la scuola festiva per le fanciulle (DOCUMENTI).
In campo sanitario più che dalle antiche epidemie la popolazione è
colpita da malattie connesse alla scarsa e cattiva alimentazione, alla
insufficiente conoscenza delle norme igieniche e alle dure condizioni di
lavoro. Gli studi medici hanno compiuto in pochi anni passi da gigante,
ma non altrettanto velocemente si è mossa la società italiana. Nel
1879 Pasteur ha scoperto il vaccino l'anno successivo Ebert il bacillo
del tifo, nel '82 era la volta del bacillo della tubercolosi ad opera di
Koch e nel '83 Klebs identificava il bacillo della difterite ma nel 1885
a Macherio (DOCUMENTI)
sono segnalati ancora casi di vaiolo, (il colera infierì), preoccupanti
sono i casi di reumatismi articolari (frequenti le malattie agli occhi
per la troppo poco nettezza). La malattia più diffusa comunque, si
chiama denutrizione. Un'inchiesta del 1885 sottolinea come "L'alimentazione
ordinaria delle classi operaie e agricole si è di granoturco di riso,
di patate e di erbaggi. Poco considerevole il consumo del latte.....
poco usata la carne fresca" (DOCUMENTI).
Il risultato è l'alto numero di riformati alle leve militari: più
della metà (45 su 68) nel quinquennio 1880/1884. Difficoltissimi i
ricoveri ospedalieri affidati fino all'avvento della ferrovia delle
automobili e carrettieri (DOCUMENTI).
Eppure qualcosa di grosso sta avvenendo. Quasi contemporaneamente
scuotono una società da troppo tempo immobile due fatti straordinari:
il formarsi del movimento operaio e la rivoluzione dei mezzi di
trasporto. da qualche decennio in Italia e dal 1888 a Macherio il treno
permette comunicazioni assai più rapide e vantaggi notevoli alle
industrie. Un macheriese presente all'arrivo del primo treno alla
stazione, il 27 agosto del 1888, parla della "Vera e grande
meraviglia" delle "Duemila circa persone" che
presenti si che "Sono tutti pienamente soddisfatti che per
laddietro non mai visto" (DOCUMENTI).
Il formarsi delle prime industrie interessa naturalmente, il settore
tessile. Nei tre opifici di tessitura, secondo la già citata inchiesta
del 1885 (DOCUMENTI),
"Vi saranno impiegati operai maschi circa 100; operaie femmine
circa 80; al di sotto di 14 anni pochissimi e nel numero di un
ventina" (Gli abitanti ammontano a 1703). La produzione tessile
ha un posto predominante per molti decenni; sempre nel 1885 risulta
estesissimo l'uso dei telai a domicilio e diffussisima nel comune la
bachicoltura. Qualche anno più tardi (1894), nel volume "Geografia
d'Italia" Macherio è descritta come luogo assai industriale: vi si
contano, fra gli altri, un grandioso stabilimento per la filatura del
cotone.... con una mano d'opera di 165 operai; uno stabilimento per la
tessitura a mano del lino, con 160 operai; una tintoria di filati, con
60 operai; una fabbrica di tessuti elastici, con 28 operai, inoltre il
paese di Macherio è in posizione ridentissima, in territorio fertile ed
accuratamente coltivato quant'altri mai. Si assiste, di conseguenza,
alla nascita di un nuovo ceto imprenditoriale che viene ad affiancare,
nel possesso della ricchezza come delle leve politiche, le famiglie di
antica origine. Una testimonianza della ricchezza meno titolata si ha
nell'elenco dei maggiori contribuenti del 1888 (DOCUMENTI).
Il cognome Rivolta compare spesso: i fratelli Pio e Luigi sono
addirittura al primo posto, scavalcando il duca Visconti (che, per altro
vantava cospicui redditi in tante altri parti d'Italia), la contessa
Verri Carolina, la nobile Greppi Carolina, il nobile Brivio Gabrio. La
parallela organizzazione della classe operai (nel 1882 nasce a Milano il
Partito Operaio Italiano) dà il via a lunghe lotte che conoscono
momenti di autentica tragedia nel 1898 a Milano (DOCUMENTI).
Il secolo ventesimo si annuncia nel segno di una grandiosa
trasformazione tecnologica, ma anche di irrisolti problemi sociali.
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