Il Progetto del nuovo Campanile  

Tratto da: "Storia di Macherio"

  Completata all'esterno e nelle sue parti interne, la chiesa rimaneva però ancora senza campanile. Nell'ottobre del 1886 i fabbricieri avanzarono così al sottoprefetto la richiesta di poter dare inizio ai lavori di fondazione dell'opera sotto la direzione del suo progettista, l'ingegner Giuseppe Buttafava.

"Il bisogno della costruzione della nuova torre - osservavano i fabbricieri - è vivamente sentito nella popolazione giacchè, massime le varie  e popolose frazioni della parrocchia non sentono affatto il suono delle campane che loro indicano le diverse funzioni".

Già nel dicembre lo stesso parroco pose la prima pietra, e subito dopo vennero eseguite le fondamenta. Ben presto però i lavori dovettero essere interrotti e non ripresero che dopo cinque anni, durante i quali, ad opera del falegname di Macherio Francesco Didoni vennero eseguiti i lavori di allargamento della cantoria e della tribuna della chiesa, che un'altro macheriese Marco Recalcati provvide poi a dorare.

Grazie ai proventi della vendita a Gerardo Rivolta di un terreno di circa 13 pertiche milanesi detto "la vignola" tra il 1890 e il 1891 don Carlo Tancredi Vassalli fece poi ricostruire la parrocchiale.

Un'altra vendita quella di una piccola porzione di giardino verso la strada della Canonica, determinò invece un vero e proprio conflitto tra il parroco e gli amministratori comunali che, vedendo disattese le loro richieste, giunsero sino a presentare le dimissioni dai rispettivi incarichi. Vediamo lo svolgimento dei fatti attraverso la vivace e polemica testimonianza del parroco tenendo presente che, trattandosi del racconto di una delle parti in causa, non può certo essere considerato imparziale:

Con decreto ministeriale 12 agosto 1890 insieme alla vendita del fondo detto la vignola veniva pure autorizzato il parroco alla vendita di una piccola porzione di giardino verso la strada alla Canonica ma vi era apposta la condizione che in quella località non potesse aprirsi esercizio nè di osteria, nè caffè, nè qualsiasi altro venditore di liquori. Queste condizioni restrittive furono fatte introdurre da questo sindaco sig. Pio Rivolta non per altro che per mira di suo privato interesse, perchè avendo per contro un'osteria di sua proprietà, temeva di essere pregiudicato nell'affitto dei locali ad uso osteria. Fatta chiarire la cosa il Regio Ministero ordinò che si facesse la vendita senza alcuna restrittiva condizione mediante asta pubblica, che fu tenuta il giorno 21 luglio di quest'anno. Senonchè pubblicato l'avviso d'asta il sig. Pio Rivolta sindaco vedendo non essersi tenuto conto della sua opposizione rassegnò le proprie dimissioni unitamente alla giunta ed al consiglio comunale, dimissioni che vennero accettate. Prima che fosse tenuta l'asta il detto Pio Rivolta mandò diffida per mezzo di usciere sia al parroco sia al subeconomo allegando diritto di proprietà comunale sopra parte del terreno che si doveva alienare. Siccome questa pretesa infondata era già stata ventilata anche al Ministero. Presso tutti gli uffici avendo il parroco presentato una sequela di documenti comprovanti i propri diritti, così, di questa opposizione e diffida non si è tenuto alcun conto, e l'asta venne deliberata a favore dell'unico aspirante sig. Antonio Galbiati per lire 2.800.

Il parroco completò la sua cronaca segnalando che l'esito delle elezioni alle dimissioni degli organismi comunali portarono ad "una marcata maggioranza conservatrice". Approvato lo stanziamento di 1.800 lire da parte del comune alla fine di luglio del 1892. "pendente l'approvazione (del ministero) furono segretamente in via economica principiati i lavori per l'innalzamento della torre", che a novembre erano già arrivati al piedistallo della croce sulla cupola.

Appena che questo fu posto in opera - racconta il parroco - si diede il segnale col suono delle campane, e tutta la popolazione accorse alla chiesa ove si procedette alla solenne benedizione della croce. Dopo la benedizione si portò la croce processionalmente fino al piede del campanile sorretta da quattro scolari (membri della confraternita). Subito fu elevata e posta in opera fra il plauso e battimani della popolazione, intanto che le campane suonavano a festa per longo tempo.

Nel gennaio del 1893, quando all'ultimazione dei lavori non mancavano che le opere di intonacatura e di abbellimento esterno, giunse finalmente l'autorizzazione ministeriale al compimento del campanile, che circa tre mesi più tardi fu collaudato con esito positivo dall'ingegner Sala.

 

Il Progetto del nuovo Campanile

 

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