|
La sera di Pasqua, stanchi ma pieni di
gioia, con il cuore che ci arde nuovamente nel petto, vogliamo partire
ancora senza indugio e fare ritorno alla vita quotidiana e raccontare ciò
che ci è accaduto, come possiamo riconoscerti ogni giorno nello
spezzare del Pane.
E non vogliamo essere più sciocchi e
tardi di cuore nel non accorgerci che cammini con noi ogni giorno.
I nostri occhi vogliono contemplarti presente nell'Eucarestia e nel
volto del fratello da servire, da amare.
Vogliamo lasciarci sconvolgere ancora
dal terremoto della risurrezione, desideriamo che i nostri occhi si
aprano, per correre insieme a perdifiato, per raccontare ad
ogni uomo "che noi sempre e dovunque abbiamo tutto ciò che è
necessario per essere felici".
don Federico Cretti
|