LINEE GUIDA SULLE TERAPIE TERMALI

Principi di terapia termale
La terapia termale (o crenoterapia) è una terapia medica che utilizza come mezzo le Acque minerali che per definizione legislativa sono "…quelle che vengono adoperate per le loro proprietà terapeutiche od igieniche speciali, sia per bibita, sia per altri usi curativi."
La terapia termale non è alternativa né sostitutiva ad altri mezzi curativi (farmaci, vaccini, interventi chirurgici, etc.) ma costituisce un presidio che riveste un preciso ruolo nell’ambito della medicina ufficiale per peculiarità di azione e di metodologie di applicazione. Le terapie termali possiedono meccanismi d’azione specifici ed aspecifici. Gli elementi contenuti nelle acque minerali sono da considerarsi principi farmacologicamente attivi (azione specifica farmacologica). Le azioni aspecifiche dipendono dalle caratteristiche fisiche del mezzo termale e sono strettamente legate alla metodica di somministrazione.
Le metodiche termali, peculiari per natura ed azione, permettono la somministrazione del mezzo termale in maniera efficace ed adeguata alla patologia ad all’apparato coinvolto, aggiungendo le azioni terapeutiche attribuite alle caratteristiche fisiche. La crenoterapia può essere impiegata, in associazione o in integrazione, con presidi farmacologici, chinesiologici, mezzi fisici, etc. per il conseguimento di risultati terapeutici ottimali.
La crenoterapia agisce prevalentemente su numerose malattie croniche e/o recidivanti di natura degenerativa, flogistica, traumatica e metabolica incidendo in particolare sulle componenti sintomatologiche e sull’evoluzione della malattia. La terapia termale può conseguire risultati clinicamente evidenti già al termine del ciclo terapeutico anche se la sua azione più importante si realizza a distanza con la possibile riduzione del numero degli episodi di riacutizzazione e della loro intensità e con un miglioramento della sintomatologia di fondo interepisodica.
Paradossalmente, nel corso delle cure e nel periodo immediatamente seguente si può assistere ad una riaccensione della sintomatologia alla quale non va attribuito significato patologico in quanto esprime il processo di adattamento dell’organismo alla cura (crisi termale). 
Le acque minerali sono suddivise in classi in base soprattutto alle caratteristiche chimiche e fisiche dominanti (concentrazione ionica, radioattività, temperatura, contenuto in solfuri, solfati, cloruri, bicarbonati etc.) e ad ogni classe vengono riconosciute azioni terapeutiche comuni. Non è tuttavia corretto applicare rigorosamente tale regola in quanto in ogni fonte minerale sono presenti altri elementi, oligoelementi ed equilibri tali da rendere ogni sorgente peculiare per composizione ed azione biologica.
Di fatto l’autorizzazione ministeriale all’utilizzo terapeutico delle acque minerali non viene data alle classi di acqua ma alle singole sorgenti.
Le controindicazioni alle cure termali sono sempre in relazione alla metodica o al mezzo impiegato. Le controindicazioni possono essere relative: alla natura della patologia, alla fase della malattia, a patologie concomitanti. Ogni controindicazione deve inoltre essere esaminata in relazione alla metodica ed al tipo di acqua utilizzati.

PRINCIPI GENERALI

METODICHE
Fatti salvi gli eventuali ticket dovuti, il Servizio sanitario nazionale pone a proprio carico le spese relative ad un solo ciclo di cure (12 sedute) per anno solare (1° gennaio-31 dicembre). Nel caso della terapia inalatoria sono posti a carico del S.s.n. i costi relativi a due tipologie di cure (es.: inalazioni e aerosol per 12 + 12 applicazioni).
Eventuali cure aggiuntive sono a carico dell’assistito.
DURATA
Un ciclo di terapia termale deve durare 12 giorni in un arco temporale non superiore a 16 giorni. Quando sussiste l’indicazione si può prolungare la durata del ciclo e/o ripetere la terapia nel corso dell’anno ma con oneri a carico del paziente.
POSOLOGIA
Una seduta al giorno per cinque - sette giorni alla settimana.
PERIODO
Il ciclo di terapia termale è consigliato all’inizio della primavera per eliminare le sequele delle riacutizzazioni invernali e prevenire quelle di cambiamento di stagione o in autunno per prevenire le riacutizzazioni invernali.
In ogni caso l’efficacia della terapia non è influenzata dal periodo dell’anno scelto.

INDICAZIONI, METODICHE, CONTROINDICAZIONI
Il Decreto Ministeriale 15 dicembre 1994 definisce quali sono le categorie diagnostiche per le quali è prevista l’erogazione delle cure termali con oneri a carico del S.s.n.La Regione Lombardia con D.G.R 17 luglio 1998 n. 37451 ha fornito un dettaglio delle denominazioni con le quali possono essere espresse le categorie diagnostiche indicate dal D.M.
Di conseguenza gli stabilimenti termali e le ASL possono ritenere valide le prescrizioni su ricettario regionale che riportano non solo le diagnosi espresse dal D.M. citato ma anche quelle indicate nella delibera regionale.
Si precisa che le denominazioni riportate dalla delibera regionale sono accettate solo dagli stabilimenti termali e dalle ASL lombarde, in quanto nelle altre Regioni possono esistere altri regolamenti. Si ricorda che, comunque, sul territorio nazionale, vige il disposto del D.M. 15 dicembre 1994 e di conseguenza la prescrizione secondo le diciture delle patologie riportate dallo stesso è corretta ed accettata.
Con questo documento si intende apportare un riordino, un chiarimento ed una revisione scientifica sulle indicazioni alle cure termali e le terapie più efficaci ad esse correlate.
Le terapie consigliate ivi riportate non rappresentano un obbligo prescrittivo ma esprimono il parere scientifico degli autori del presente documento.

STABILIMENTI TERMALI IN LOMBARDIA


Documento a cura dell'Unità Organizzativa Qualità e integrazione dei servizi sanitari, in collaborazione con la Scuola di Idrologia medica dell’Università degli Studi di Milano, la Simg, la Snamid e la Fimp