MINISTERO DELLA SALUTE
RAPPORTO SUI TUMORI IN ITALIA
Fonte: Istituto Superiore di Sanità - Redazione ministerosalute.it - Settembre 2005

Mortalità per tutti i tumori in Italia Mortalità per tutti i tumori in Italia
Maschi (Fonte: ISTAT) Femmine (Fonte: ISTAT)

Rapporto mortalità per tumore dal 1992 al 2000

La mortalità per tumore diminuisce in Italia al ritmo di circa il 2% l’anno. Vale a dire che ogni anno le statistiche registrano circa 2.300 decessi in meno (1.300 per gli uomini e 930 per le donne) dovuti a neoplasie.
La diminuzione della mortalità tumorale è più marcata al Nord e tra i giovani, ma le differenze tra Nord, Centro e Sud si sono pressoché azzerate, lasciando il posto ad una sostanziale omogeneità su tutto il territorio nazionale. Merito dei progressi nelle diagnosi, nelle terapie e nella prevenzione, ma colpa anche, oggi più che nel passato, degli stili di vita.
E’ quanto emerge dal rapporto ISTAT “Nuove evidenze nell’evoluzione della mortalità per tumori in Italia”, elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità, l’ISTAT e l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, e presentato al Ministero della Salute, alla presenza del Ministro Francesco Storace.
La ricerca, che aggiorna i trend di mortalità tumorale nel nostro Paese a 10 anni dall’ultimo rapporto, presenta i risultati osservati in 30 anni, dal 1970 al 1999, relativi a tutti i tumori maligni, per un totale di 20 tipi di cancro, che rappresentano nel loro insieme la causa dell’84% dei decessi per tumore maligno registrati nel 1999.

Questa riduzione, ha detto il Ministro Storace, è stata resa possibile, essenzialmente, da tre fattori:

Cambiamenti più evidenti messi in luce dal Rapporto:

Si registra un aumento del rischio per alcuni tumori:

Il quadro complessivo, dunque, ci parla di una mortalità in calo a partire dalla seconda metà degli anni Novanta: la sopravvivenza in Italia a cinque anni, nel 2000, è stata stimata in media del 46%, in linea col dato europeo del 45%.


Prevenzione

La diminuzione di mortalità per tumori in Italia riguarda quasi tutte le forme. Solo per pochi tipi di tumore si riscontrano andamenti ancora in aumento e che chiamano a specifiche misure preventive da adottare. Si tratta di quattro tipi di tumori associati a comportamenti a rischio che sono in aumento in modo sistematico: i tumori del cavo orale e dei polmoni nelle donne (associati all'aumento all'abitudine al fumo), il melanoma della pelle (dovuto ad eccesso di esposizione ai raggi solari ed ultravioletti), i linfomi non Hodgkin (associati con l'infezione Hiv.

Per consolidare la diminuzione della mortalità per tumori in Italia e prevenire le  forme che ancora risultano in aumento, sono quattro le indicazioni riferibili a comportamenti individuali atti a contrastare un aumento di rischio:

  1. Alimentazione basata su prodotti naturali, con largo apporto di vegetali freschi, frutta, pesce, cereali, legumi, e relativamente povera di grassi animali, carni rosse, uova, formaggi, salumi, etc. Alimentazione variata e semplice, evitando prodotti fast food, merendine, alimenti industriali preconfezionati, eccesso di grassi e zuccheri. Questo tipo di alimentazione detta anche “dieta mediterranea” risulta preventiva per diversi tipi di tumore, quali tumori dell’apparato digerente, tumori del polmone, tumori della mammella e tumori della prostata, oltre a prevenire obesità, diabete, malattie cardiovascolari. L’omogeneità raggiunta dalla mortalità per tumore sul territorio nazionale, che si è verificata per molti tipi di tumore, è riconducibile alla omogeneità del regime alimentare indotta dalla pubblicità, dalla diffusione di supermercati e l’uso di prodotti della grande distribuzione, l’introduzione di cibi preconfezionati di cui poco si conosce del contenuto e del quale non si controllano le componenti alimentari. L’uniformità alimentare ha prodotto un danno alle popolazioni del Sud che, in questi 30 anni, hanno perso un vantaggio di salute che avevano.

  2. Prevenzione dell’abitudine al fumo, particolarmente rivolto alle donne ed ai giovani, ovvero le fasce di popolazione che meno hanno recepito i messaggi di rischio per la salute che sembrano aver funzionato per gli uomini.

  3. Induzione di cultura di rapporti sessuali protetti per la prevenzione di infezioni e malattie sessuali, epatiti e conseguente aumentato rischio di epatocarcinoma, di infezioni Hiv, con aumentato rischio di linfomi non Hodgkin.

  4. Protezione dell’esposizione ai raggi solari ed ultravioletti, uso di creme solari con filtri, cautela nell’esposizione per i bambini atta ad evitare scottature ed ustioni, come fattori che aumentano il rischio di melanoma della pelle. È importante che queste poche indicazioni riguardo a comportamenti individuali divengano oggetto di azioni di prevenzione atte a contrastare un aumento di rischio di tumore per la popolazione. La riduzione quasi generalizzata della mortalità per tumore è un importante risultato sanitario e sociale, ma anche un notevole risparmio di domanda e di spesa sanitaria. Basti pensare alla impressionante riduzione della mortalità per tumore polmonare tra gli uomini, del tumore dello stomaco, e della cervice uterina, per rendersi conto del numero delle vite salvate e dei relativi costi sanitari evitati.

 Dati epidemiologici

In sintesi:

APPROFONDIMENTI SULLE VARIE TIPOLOGIE

I tumori del cavo orale

I tumori dell'apparato digerente

I tumori dell’apparato respiratorio

I melanomi della pelle

I tumori dell'apparato genitale femminile

I tumori dell'apparato genitale maschile

I tumori dell'apparato urinario

I tumori del sistema nervoso centrale

I tumori del sistema emolinfopoietico