VILLA CAMPELLO

Albiate, Villa Campello sede del Comune


La data di costruzione della Villa Campello-Viganò è sicuramente posteriore al 1838, poiché la villa non compare ancora nella cartografia di quell`anno del Brenna: La datazione sembra risalire a qualche decennio più avanti.
Rispetto alle altre ville storiche di Albiate la villa Campello è la più tarda sia per datazione intrinseca , che per concezione strutturale; la comodità e la rispondenza funzionale sono assunti coscientemente quali parametri progettuali primari , in parallelo al desiderio della nuova ricca borghesia ottocentesca di isolarsi dal contesto sociale, anche fisicamente, frapponendo una cortina di verde fra lo spazio privato e quello pubblico esterno.
La villa fu ceduta nel 1976 al Comune di Albiate dagli ex proprietari Viganò.
La Villa Campello è tra gli esempi maggiori nella corrente eclettica post neoclassica , significativo oltre tutto per la grande proprietà fondiaria tuttora integra e per gli aspetti ambientali.
La villa è posta al centro di un ampio parco paesaggistico occupante un terrazzamento naturale sul ciglione della valle del Lambro, qui piuttosto incassato, cioè in un contesto ambientale tra i più felici della bassa Brianza, simile a quello delle più antiche ville di Canonica, di Macherio o del Gernetto.
L`edificio è piuttosto articolato planivolumetricamente ed è interessante soprattutto per le aperture spaziali sempre diverse sulle varie facciate: si riconosce tuttavia un disegno progettuale perfettamente omogeneo, anche se non immemore di reminescenze culturali delle titpologie barocche.
Oltre ad un certo gusto per la simmetria presente nella fronte nord, è significativo, a questo proposito, il portico centrale "a sporgere" nella stessa facciata; e ancora un accenno di schema a "U" con balaustra di raccordo tra le ali diseguali caratterizzante un secondo prospetto.
Di fatto ogni facciata ha quasi una propria autonomia compositiva , essendo la villa pensata come fulcro prospettico sia dalla cancellata d`ingresso, sia dai vari settori del parco per la sua posizione semicentrale.
La sistemazione del parco lascia infatti ampi spazi liberi in corrispondenza delle facciate più significative, mescolando al gusto romantico più spontaneo e naturalistico la soluzione abituale nei giardini barocchi degli sfondi prospettici, sia pure non più geometrizzati.

 

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