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GIOVANNI
PAOLO II e INTERNET
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1978/2005
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"Anche
il Santo Padre riconosce l'importanza del nuovo strumento per la
comunicazione del messaggio evangelico...."

Cari
Fratelli e care Sorelle,
1. La
Chiesa in ogni epoca prosegue l'opera cominciata il giorno della
Pentecoste, quando gli Apostoli, con la forza dello Spirito Santo,
andarono per le strade di Gerusalemme a predicare il Vangelo di Gesù
Cristo in molte lingue (cfr At 2,
5-11). Nei secoli successivi, questa missione evangelizzatrice si è
diffusa in tutto il mondo, in quanto il cristianesimo si è radicato in
molti luoghi e ha imparato a parlare le diverse lingue del mondo, sempre
in obbedienza al mandato di Cristo di annunciare il Vangelo a tutte le
nazioni (cfr Mt 28,
19-20).
Tuttavia,
la storia dell'evangelizzazione non è soltanto una questione di
espansione geografica, poiché la Chiesa ha dovuto varcare anche
numerose soglie culturali, ognuna delle quali ha richiesto energia e
immaginazione nuove nell'annuncio dell'unico Vangelo di Gesù Cristo.
L'epoca delle grandi scoperte, il Rinascimento e l'invenzione della
stampa, la rivoluzione industriale e la nascita del mondo moderno: anche
questi sono stati momenti di transizione che hanno richiesto nuove forme
di evangelizzazione. Ora, con la rivoluzione delle comunicazioni e
dell'informazione in atto, la Chiesa si trova senza dubbio di fronte a
un'altra soglia decisiva. E' dunque opportuno che in questa Giornata
Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2002 riflettiamo sul tema:
"Internet: un nuovo Forum per proclamare il Vangelo".
2.
Internet è certamente un nuovo "forum", nel senso attribuito
a questo termine nell'antica Roma, ossia uno spazio pubblico dove si
conducevano politica e affari, dove si adempivano i doveri religiosi,
dove si svolgeva gran parte della vita sociale della città e dove la
natura umana si mostrava al suo meglio e al suo peggio. Era uno spazio
urbano affollato e caotico che rifletteva la cultura dominante, ma
creava anche una cultura propria. Ciò vale anche per il ciberspazio,
che è una nuova frontiera che si schiude all'inizio di questo
millennio. Come le nuove frontiere di altre epoche, anche questa è una
commistione di pericoli e promesse, non priva di quel senso di avventura
che ha caratterizzato altri grandi periodi di cambiamento. Per la Chiesa
il nuovo mondo del ciberspazio esorta alla grande avventura di
utilizzare il suo potenziale per annunciare il messaggio evangelico.
Questa sfida è l'essenza del significato che, all'inizio del millennio,
rivestono la sequela di Cristo e il suo mandato "prendi il
largo": Duc in altum! (Lc
5, 4).
3. La
Chiesa si avvicina a questo mezzo con realismo e fiducia. Come altri
strumenti di comunicazione, esso è un mezzo e non un fine in se stesso.
Internet può offrire magnifiche opportunità di evangelizzazione se
utilizzato con competenza e con una chiara consapevolezza della sua
forza e delle sue debolezze. Soprattutto, offrendo informazioni e
suscitando interesse, esso rende possibile un primo incontro con il
messaggio cristiano, in particolare ai giovani che sempre più ricorrono
al ciberpazio quale finestra sul mondo. E' importante, quindi, che la
comunità cristiana escogiti modi molto pratici per aiutare coloro che
entrano in contatto per la prima volta attraverso Internet, a passare
dal mondo virtuale del ciberspazio al mondo reale della comunità
cristiana.
In una tappa successiva, Internet può anche facilitare il tipo di
procedimento che l'evangelizzazione richiede. In particolare, in una
cultura che non offre sostegno, la vita cristiana esige un'istruzione e
una catechesi permanenti e questa è forse l'area in cui Internet può
assicurare un aiuto eccellente.
Esistono già nella rete innumerevoli fonti di informazione,
documentazione e istruzione sulla Chiesa, la sua storia e la sua
tradizione, la sua dottrina e il suo impegno in ogni campo, dappertutto
nel mondo. E' chiaro allora che, anche se non potrà mai sostituire
l'esperienza profonda di Dio che solo la vita liturgica e sacramentale
della Chiesa può offrire, internet potrà certamente offrire un
supplemento e un sostegno unici sia nel preparare all'incontro con
Cristo nella comunità, sia nel sostenere i nuovi credenti nel cammino
di fede che iniziano.
4.
Ciononostante, emergono alcune questioni necessarie, persino ovvie,
nell'utilizzo di Internet per la causa dell'evangelizzazione. Infatti,
la caratteristica essenziale di Internet consiste nel fornire un flusso
quasi infinito di informazioni, molte delle quali durano solo un attimo.
In una cultura che si nutre dell'effimero, si può facilmente correre il
rischio di credere che siano i fatti a contare piuttosto che i valori.
Internet offre numerose nozioni, ma non insegna valori e quando questi
ultimi vengono trascurati la nostra stessa umanità ne risulta sminuita
e l'uomo perde facilmente di vista la sua dignità trascendente.
Nonostante il suo enorme potenziale di bene, alcuni modi degradanti e
dannosi di utilizzare Internet sono noti a tutti e le autorità
pubbliche hanno di certo la responsabilità di garantire che questo
strumento meraviglioso serva il bene comune e non divenga dannoso.
Inoltre, Internet ridefinisce in modo radicale il rapporto psicologico
di una persona con lo spazio e con il tempo. Attrae l'attenzione ciò
che è tangibile, utile, subito disponibile. Può venire a mancare lo
stimolo a un pensiero e a una riflessione più profondi, mentre gli
esseri umani hanno bisogno vitale di tempo e di tranquillità interiore
per ponderare ed esaminare la vita e i suoi misteri e per acquisire
gradualmente un maturo dominio di sé e del mondo che li circonda.
La comprensione e la saggezza sono il frutto di uno sguardo
contemplativo sul mondo e non derivano dalla mera acquisizione di fatti,
seppur interessanti. Sono il risultato di un'intuizione che penetra il
significato più profondo delle cose in relazione fra loro e con tutta
la realtà.
Inoltre, quale "forum" in cui praticamente tutto è
accettabile e quasi nulla è duraturo, Internet favorisce un modo di
pensare relativistico e a volte alimenta la fuga dalla responsabilità e
dall'impegno personali.
In tale contesto, in che modo dobbiamo coltivare quella saggezza che non
deriva dall'informazione, ma dall'intuizione, quella saggezza che
comprende la differenza fra giusto ed errato e sostiene la scala di
valori che deriva da tale differenza?
5. Il
fatto che mediante Internet le persone moltiplichino i loro contatti in
modi finora impensabili offre meravigliose possibilità alla diffusione
del Vangelo. Ma è anche vero che rapporti mediati elettronicamente non
potranno mai prendere il posto del contatto umano diretto, richiesto da
un'evangelizzazione autentica. Infatti l'evangelizzazione dipende sempre
dalla testimonianza personale di colui che è stato mandato a
evangelizzare (cfr Rm 10,
14-15). In che modo la Chiesa conduce dal tipo di contatto reso
possibile da Internet a quella comunicazione più profonda che richiede
l'annuncio cristiano? In che modo sviluppiamo il primo contatto e il
primo scambio di informazioni che Internet rende possibile?
Senza
dubbio la rivoluzione elettronica ha in sé la promessa di grandi
progressi per il mondo in via di sviluppo, ma esiste anche l'eventualità
che aggravi di fatto le ineguaglianze esistenti poichè il divario
dell'informazione e delle comunicazioni si fa più profondo. Come
possiamo garantire che la rivoluzione dell'informazione e delle
comunicazioni che ha in internet il suo motore primo, operi a favore
della globalizzazione dello sviluppo umano e della solidarietà,
obiettivi strettamente legati alla missione evangelizzatrice della
Chiesa?
Infine, in questi tempi difficili, permettetemi di chiedere: in che modo
possiamo garantire che questo meraviglioso strumento, concepito in
origine nell'ambito di operazioni militari, possa ora servire la causa
della pace? Può esso promuovere quella cultura di dialogo, di
partecipazione, di solidarietà e di riconciliazione senza la quale la
pace non può fiorire? La Chiesa crede che ciò sia possibile. Per
garantirlo è determinata a entrare in questo nuovo "forum",
armata del Vangelo di Cristo, il Principe della Pace.
6.
Internet permette a miliardi di immagini di apparire su milioni di
schermi in tutto il mondo. Da questa galassia di immagini e suoni,
emergerà il volto di Cristo? Si udirà la sua voce? Perché solo quando
si vedrà il Suo Volto e si udirà la Sua voce, il mondo conoscerà la
"buona notizia" della nostra redenzione. Questo è il fine
dell'evangelizzazione e questo farà di Internet uno spazio umano
autentico, perché se non c'è spazio per Cristo, non c'è spazio per
l'uomo. In questa Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, esorto
tutta la Chiesa a varcare coraggiosamente questa nuova soglia, per
"prendere il largo" nella Rete, cosicché, ora come in
passato, il grande impegno del Vangelo e della cultura possa mostrare al
mondo "la gloria divina che rifulge sul volto di Cristo" (2
Cor 4, 6). Che il Signore benedica tutti
coloro che operano a questo fine.
24
gennaio 2002, Festa di san Francesco di Sales
Dal
Vaticano GIOVANNI PAOLO II
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